Etna, scattano le ordinanze anti-selfie

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Caccia allo scatto perfetto a pochi metri dalla lava: le autorità corrono ai ripari con blocchi stradali e sanzioni. Intanto l'attività eruttiva e sismica si intensifica. Il punto della situazione.

Etna di notte

Etna, caccia ai selfie a un passo dal pericolo: le autorità corrono ai ripari con blocchi stradali, divieti e sanzioni per fermare l'afflusso di visitatori imprudenti a ridosso del fronte lavico, mentre l'attività eruttiva e sismica continua a intensificarsi. Getty Images

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L'Etna regala uno spettacolo magnifico, ma anche estremamente pericoloso. Nelle ultime ore, l'afflusso eccezionale di turisti, escursionisti e curiosi saliti in quota alla ricerca di foto e selfie a ridosso dei fronti lavici attivi ha spinto le autorità locali e i comuni del territorio ad adottare misure straordinarie per tutelare l'incolumità pubblica.

La stretta delle autorità: la regola generale e i provvedimenti sul territorio

Di fronte all'"esodo di massa" in notturna verso i bracci di lava da parte di visitatori spesso sprovvisti di equipaggiamento o preparazione fisica, le autorità locali e la Protezione Civile si sono mosse secondo una linea comune: contingentare gli accessi, imporre la presenza di guide abilitate, stabilire distanze minime dai fronti di scorrimento e blindare la viabilità montana per garantire il passaggio ai soli mezzi di soccorso.  

A livello locale, diversi comuni dell'area etnea hanno poi emesso ordinanze specifiche, come quella del Comune di Milo che ha chiuso al transito la strada provinciale Mareneve (da Fornazzo al Rifugio Citelli) per mantenerla libera ai mezzi di soccorso e posto il divieto assoluto di avvicinarsi al fronte lavico a meno di 200 metri; il Comune di Sant'Alfio ha vietato l'abbandono dei sentieri tracciati e fissato un limite invalicabile di 2.050 metri di quota lungo il sentiero di Rocca della Valle. Il comune di Belpasso ha limitato l'accesso sul versante Sud, imponendo la distanza minima di 50 metri dai bordi della lava, l'obbligo di casco e abbigliamento idoneo, l'affiancamento di guide con gruppi massimo di 10 persone e prevedendo la chiusura automatica delle zone sommitali al salire dei livelli di allerta,

Situazione geofisica: l'ultimo aggiornamento dell'INGV

Mentre a valle si gestiscono la sicurezza e i disagi per la caduta di ceneri (che ha provocato anche blocchi temporanei all'Aeroporto di Catania), ricordiamo l'ultimo bollettino emesso dall'INGV - Osservatorio Etneo (13 agosto 2026) che descrive un quadro vulcanologico in piena evoluzione:

  • attività effusiva e colate: continua il flusso lavico alimentato dalle bocche a quota 2.750 e 1.900 metri (mentre si è spenta quella a 2.090 m). I fronti più avanzati hanno superato Rocca Capra nella Valle del Bove, scendendo a quota 1.340 metri.
  • esplosioni e cenere: si registra un incremento significativo dell'attività esplosiva al cratere Voragine, con l'emissione di un'imponente nube eruttiva dispersa verso il quadrante meridionale.
  • tremore e segnali infrasonici: l'ampiezza media del tremore vulcanico permane su valori molto alti, con sorgenti localizzate tra i crateri Voragine e Bocca Nuova (intorno a quota 3.000 metri). In decisa crescita anche l'attività infrasonica, mentre non si evidenziano deformazioni del suolo di rilievo.

L'invito delle autorità resta il medesimo: godersi la maestosità dell'Etna, ma sempre nel rispetto delle regole e della propria incolumità.

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