Il cantante juventino ha vissuto da vicino gli anni di Lippi. "Gianluca Vialli filmava tutto con la telecamera, mi manca tanto. A giugno suono allo Stadium, aspetto Del Piero sul palco"
Il campionato è in pausa, ma il tour 'Una storia importante' di Eros Ramazzotti non si ferma. Il cantante romano tifoso della Juventus il 27 giugno coronerà il sogno di esibirsi all’Allianz Stadium. "Mi piacerebbe avere sul palco con me Del Piero e tutta la squadra di Spalletti - racconta - ma tra Mondiale e vacanze è impossibile. Sarà comunque fantastico: io mi emoziono sempre perché mi piace ripagare chi ogni volta spende soldi per ascoltarmi". Eros arriverà allo Stadium lanciato, dopo aver girato l’Europa e il mondo. E soprattutto tiratissimo. "A 62 anni mi sento in gran forma, sono anche calato dieci chili recentemente: merito della dieta delle mele. Due a colazione e a volte pure a cena, pranzo normale però...".
Eros Ramazzotti
Romano, classe 1963
In oltre 40 anni di carriera ha prodotto 16 album in studio e venduto più di 70 milioni di dischi, vincendo anche 4 World Music Award
Lei con la Juventus si è anche allenato ai tempi di Lippi: se ci ripensa?
"Mi viene in mente Vialli. Gianluca era troppo divertente: purtroppo ci ha lasciato presto, ma è sempre nel mio cuore. L’anno in cui abbiamo trionfato in Champions League filmava tutto con la sua telecamera. Gli aneddoti sono tanti, mi vengono ancora i brividi se penso alle partitine con Del Piero e gli altri nel fango, come ragazzini di periferia. Nulla a che vedere con certi giocatori mediocri di oggi che guadagnano un sacco e fanno ridere. Ho visto anche Zidane nel fango: spettacolo puro. Uno come Zizou non esisterà più. Troppa classe, troppo forte".
Adesso il simbolo della Juventus è Yildiz: rivede Del Piero nel dieci turco?
"Ogni tanto mando dei messaggi a Kenan. È un bravo ragazzo: di Del Piero rivedo la tenacia e la determinazione, qualità che latitano sempre di più tra i giovani. Ale e Kenan hanno stili diversi, però vedono la porta allo stesso modo. Servirebbero undici Yildiz alla Juventus".
Quale canzone canterebbe sul palco con Yildiz?
"'Un’emozione per sempre'. E speriamo di godercelo per sempre, Yildiz".
L’Avvocato Agnelli le aveva mai fatto qualche battuta quando si allenava con la Juventus?
"Mi fece i complimenti per come giocavo in tribuna a Monaco di Baviera. Mi colpì, ma purtroppo è una serata che vorrei cancellare: mi brucia ancora oggi la finale di Champions persa contro il Borussia Dortmund".
Quest’anno è il trentennale dell’ultima Champions vinta dai bianconeri (1996) e la sesta stagione consecutiva senza scudetto: che sensazioni prova?
"Andrea Agnelli ha ottenuto grandi risultati nel ciclo dei 9 scudetti consecutivi e ripetere quegli anni mi sembra molto difficile. Che ultimamente siano state fatte scelte sbagliate è sotto gli occhi di tutti. Siamo la Juve, bisogna cambiare registro in fretta: serve gente competente di calcio e che ami la Juventus".
A cosa rinuncerebbe pur di rivedere la Juventus di nuovo vincente?
"Dovreste chiederlo a mio figlio, che si sta appassionando come me. Vorrei vederlo felice".
Alcuni giocatori di oggi fanno davvero ridere. Spalletti fin qui miracoloso, forza Gattuso
Eros Ramazzotti
La società confida in Spalletti, pronto a rinnovare fino al 2028: concorda?
"Conosco Luciano da quando allenava lo Zenit San Pietroburgo e veniva ai miei concerti in Russia. Ogni tanto ci sentiamo. Sta facendo un miracolo, non dimenticatevi come si era persa la Juventus a ottobre quando è arrivato lui. Adesso la squadra ha la sua personalità, però la strada è ancora lunga".
Bernardo Silva del Manchester City, Goretzka del Bayern, l’ex bianconero Kolo Muani: quale colpo sogna per provare ad accorciare la distanza dalle big?
"Bernardo Silva è un ottimo giocatore. Ma se sogno... vorrei anche Doku o Savinho del City. O Valverde del Real Madrid. In realtà il colpo che più mi piacerebbe è un altro: vorrei vedere sbocciare dal vivaio qualche talento. Meglio se italiano".
Vlahovic, David, Openda: da ex bomber della nazionale cantanti, su chi punterebbe e a chi darebbe una seconda chance?
"Punterei tutta la vita su Vlahovic, spero che il rinnovo vada a buon fine. Degli altri non parlo: mi limito a dire che ci sono giocatori che si inseriscono subito e altri che non si adattano mai alla Serie A".
C’è dell’altro?
"Ho sentito che il grande Trezeguet, lui sì un vero bomber, ha consigliato Lewandowski a zero. Il polacco è il miglior nove insieme a Kane del Bayern, ma andrebbe costruita una squadra che giochi per lui".
Ci crede al quarto posto e per la Champions teme di più il Como (attualmente avanti di 3 punti) o la Roma?
"Entrambe. Il Como merita tanti complimenti: bella realtà, purtroppo senza italiani... Fabregas fa giocare la squadra in modo spettacolare. Io credo nella Juve, fino alla fine: conterà soprattutto la testa. Per lo scudetto dico ancora Inter, è la rosa più forte. Colgo l’occasione per mandare un messaggio a Gattuso in vista della Bosnia: 'Azzurri, umiltà, grinta e rispetto'".
È scaramantico?
"Come tutti. Ma se passa un gatto nero per strada, non solo attraverso ma lo abbraccio anche: sono la mia passione. Sono gattaro".
E per una donna qual è la più grande pazzia che ha fatto?
"Sfatiamo un mito, sono un tipo tranquillo: le pazzie le ho fatte soltanto con le mie mogli, Michelle e Marica. Pazzie in senso buono...".
Tornasse bambino, vorrebbe fare ancora il cantante o il calciatore?
"Sempre il cantante. Per un carattere come il mio è il lavoro, o meglio la passione, ideale. Una sfida continua".









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