L’infezione si contrae ingerendo cibo o acqua contaminati dal parassita Cyclospora cayetanensis, e si sta diffondendo velocemente negli Stati Uniti
Francesco Palma
13 luglio - 14:49 - MILANO
Negli Stati Uniti è in corso un’epidemia di ciclosporiasi, un’infezione intestinale causata dal parassita Cyclospora cayetanensis che sta causando tantissimi episodi di diarrea acuta. Secondo l’ultimo aggiornamento dei Centers for Disease Control and Prevention sono stati confermati 843 casi domestici in 31 Stati, con 86 ricoveri e per ora nessun decesso. Il numero reale di contagi potrebbe però essere più alto: i CDC hanno precisato di essere a conoscenza di oltre 1.500 casi che devono ancora essere confermati.
Cos’è la ciclosporiasi e quali sono i sintomi
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La ciclosporiasi è una malattia intestinale causata da un parassita microscopico, la Cyclospora cayetanensis. L’infezione si contrae ingerendo cibo o acqua contaminati dal parassita e colpisce l’intestino tenue. Il sintomo principale è una diarrea acquosa, spesso frequente e improvvisa, accompagnata da crampi addominali, gonfiore, aumento dei gas intestinali, nausea, perdita di appetito, perdita di peso e stanchezza. In alcuni casi possono comparire anche vomito, dolori diffusi, mal di testa, febbricola e sintomi simili a quelli influenzali. Il periodo di incubazione è molto vario: può andare da 2 giorni a 2 settimane.
La Ciclosporiasi come si diffonde?
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La ciclosporiasi si diffonde soprattutto attraverso alimenti freschi o acqua contaminata da feci. Negli Stati Uniti i focolai sono stati spesso collegati a prodotti freschi che vengono consumati crudi, come insalate, lattuga, erbe aromatiche, frutti di bosco, coriandolo, basilico, piselli e altri vegetali. In questo caso però le autorità sanitarie americane non hanno ancora identificato una fonte di contaminazione e questo rende ancora più difficile fronteggiare l’aumento dei contagi. Il contagio diretto da persona a persona invece è molto raro, poiché il parassita – quando viene eliminato attraverso le feci – non diventa subito infettivo ma deve rimanere nell’ambiente almeno una settimana per maturare e causare una nuova infezione. Per questo la trasmissione avviene quasi sempre in modo indiretto, attraverso cibo o acqua contaminati: ad esempio, può la ciclosporiasi può diffondersi se l’acqua usata per lavare i prodotti è entrata in contatto con materiale fecale, oppure se chi lavora nei campi non ha accesso a servizi igienici adeguati e a sistemi efficaci per lavarsi le mani. Quando l’acqua contaminata raggiunge frutta o verdura il parassita può restare sulle superfici, soprattutto nelle pieghe e nelle rugosità dei vegetali. Se questi alimenti vengono consumati crudi e non lavati con attenzione, il parassita può arrivare nell’intestino tenue e iniziare a replicarsi.
Come si cura
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La ciclosporiasi, pur non essendo letale di solito, può diventare molto debilitante soprattutto a causa dei ripetuti e forti attacchi di diarrea che provocano la perdita di molti liquidi e sali minerali, aumentando il rischio di disidratazione. In particolare sono a rischio bambini, anziani, persone fragili e immunodepresse, e nei casi più gravi può essere necessario il ricovero in ospedale. La ciclosporiasi si cura generalmente tramite antibiotici, e contemporaneamente è importante reintegrare i liquidi persi a causa degli attacchi di diarrea: vengono quindi raccomandati idratazione costante e riposo. I sintomi possono durare da pochi giorni a oltre un mese. In alcuni pazienti sembrano migliorare e poi tornano, anche più di una volta. La stanchezza può continuare anche dopo la fine dei sintomi intestinali.








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