Emmett, il bambino che non piangeva mai e quell'hamburger maledetto

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Stella a livello collegiale con Texas Tech sotto Bobby Knight, solo 14 partite in Nba, poi una vita da giramondo, dalle Filippine al Libano, prima di morire in un tentativo di rapina a soli 37 anni, mangiando un panino davanti a casa

Massimo Oriani

Giornalista

28 aprile - 13:10 - MILANO

"Era un bambino tosto, non piangeva mai. Il suo primo amore fu il football, ma quando lo spinsero verso il basket disse 'Vabbè, se devo giocare a pallacanestro voglio essere il migliore'. Non accettava la mediocrità". A parlare è Regina Oliver, la mamma di Andre Emmett. Un nome che magari non dice molto agli appassionati Nba, in fondo con i pro' ha giocato solamente 14 partite, 8 con i Memphis Grizzlies nel 2004-05, 6 con i New Jersey Nets nel 2011-12. Ma a livello collegiale ha lasciato il segno con Texas Tech, sotto la guida del santone Bobby Knight. Poi, una sera di settembre, un tentativo di rapina andato male, un proiettile che mette fine a una vita maledettamente troppo presto.

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