Entro un anno l'Italia "potrebbe
sostituire l'equivalente dei volumi di gas qatarino attraverso
risparmi, rinnovabili, efficienza ed elettrificazione, facendo
pieno utilizzo delle infrastrutture di importazione esistenti e
della cattura delle emissioni di metano lungo la filiera di gas
algerina".
Lo afferma il think tank italiano per il clima Ecco in
un'analisi pubblicata a poche ore dal viaggio della presidente
del Consiglio Giorgia Meloni in Algeria in cui spiega come
l'Italia possa rafforzare la propria sicurezza energetica e
sostituire rapidamente le forniture di gas mancanti, nel pieno
di una nuova fase di forte instabilità dei mercati energetici.
"Ricorrere a investimenti in nuove infrastrutture e nuovi
giacimenti gas non è necessario", osserva Ecco, che esclude
anche la ricerca di nuovi fornitori. "L'Italia potrebbe
sostituire in modo strutturale l'equivalente di oltre l'85%
delle importazioni di gas dal Qatar in dodici mesi su tre
fronti: rinnovabili, efficienza energetica ed elettrificazione
dei consumi".
Nell'immediato, spiega l'analisi di Ecco, "è inoltre
fondamentale preservare le attuali riserve di stoccaggio di gas
(in Italia al 44% rispetto al 29% della media europea)
attraverso un piano di risparmio sistematico, supportato da una
campagna di sensibilizzazione, per non dover sostenere costi di
riempimento proibitivi per riportare i volumi alla soglia di
sicurezza dell'80-90% necessaria per il prossimo inverno".
La scelta più efficace per ridurre i prezzi del gas e
l'esposizione alla volatilità dei mercati fossili è "abbattere
strutturalmente la domanda, anziché aumentare la dipendenza da
forniture esterne, soprattutto da paesi caratterizzati da
instabilità o fragilità politica. Inoltre, la sottoscrizione di
nuovi accordi di approvvigionamento con paesi come l'Algeria
dovrebbe essere più trasparente per capire i costi reali per
consumatori e imprese e non dovrebbe incentivare nuova
produzione di gas".
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