Eau de divorce, c'è una fragranza inno alle rotture e alle rinascite

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Il divorzio ha un profumo: note agrumate e mandorla amara di testa;  violetta, iris, gelsomino, sale nel cuore; ambra, vaniglia, fava tonka, muschio come note di fondo. E' Eau de divorce, l'ultima creazione Matilda Morri Beauty, il brand della più nota content creator di fragranze, la 26enne Sinister che dopo il successo delle prime quattro fragranze ha arricchito la gamma con altri due nuovi profumi: Eau de Divorce appunto e Sabba, due titolazioni che si fanno notare e due jus poderosi

«Il successo delle prime quattro fragranze mi ha riempito il cuore. Ho avuto modo di scoprire un lato della mia community che non conoscevo. Chi indossa una mia profumazione porta con sé una parte della mia poetica, mi ringrazia per aver declinato olfattivamente una percezione, un'opinione o più semplicemente una visione... le mie, che mi rendo conto essere quasi sempre anche quelle di chi mi ama. Il lancio di queste due novità, in quest'ottica, non soltanto salda ma sublima il rapporto tra me e il mio pubblico. Questa volta ho voluto spingere il cuore oltre l'ostacolo, Eau de Divorce e Sabba non solo mi rappresentano tantissimo, ma sono un vero omaggio alla mia parte più intima, all'oscurità che ho affrontato numerose volte. I flaconi sono di color nero, e non bianco-spettrale come per i primi quattro profumi, perché le ispirazioni che stanno alla base di entrambe queste creazioni olfattive partono dal buio», spiega Matilda Morri.

Eau de divorce (naso Lorenzo Volontè) è un inno alle rotture, ai giri di boa, ai cambiamenti di rotta. Un omaggio a chi sceglie di rimettersi in gioco dopo un evento traumatico, come nel caso di un divorzio; dopo un cambiamento radicale, lavorativo o affettivo; ma anche a seguito di scelte e avvenimenti, voluti o subiti, che creano uno scisma con il passato. Eau de Divorce non è però, come ci si aspetterebbe, una fragranza "di rottura", è invece un jus confortevole, dove la piramide segue idealmente il percorso successivo a una crepa: presa di coscienza, crescita personale, ricostruzione e rinascita. Dopo un'apertura agrumata in cui la mandorla non poteva che essere amara, il cuore della fragranza, con violetta, iris e gelsomino, rappresenta il tripudio della forza spirituale, dove una nota salata simboleggia quel pizzico di brio che accompagna ogni cambiamento. La vera protagonista, però, è la vaniglia, regina della composizione, simbolo di ripresa, abbraccio olfattivo irresistibile e rassicurante.

Quanto a Sabba (naso Rosa Vaia) ha bergamotto, pompelmo, pepe rosa, fiore del caffè, nocciola tostata note di testa; rosa damascena, violetta, chicchi di caffè, legni aromatici, incenso, radice di liquirizia note di cuore e un fondo di patchouly, vetivèr, agaroud, legno di sandalo, muschio. La sua creatrice la definisce "la rappresentazione olfattiva di un'adunanza notturna di streghe. L'ispirazione è un bosco oscuro, dove pullulano sentori di fiori, arbusti e resine in ogni dove. In questo luogo spettrale si svolge un rito magico, un sabba, durante il quale viene preparata una pozione misteriosa. Un omaggio al mondo dark, alle streghe, al misticismo".

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