È vero che diventiamo intolleranti al latte con l'avanzare dell'età? Tutte le risposte dell'esperto

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cut primo sale cheese with slices of bread and cherry tomatoes on a light wooden table with an outdoor background

Sabrina Commis

12 maggio - 18:18 - MILANO

Diventando adulti, un bicchiere di latte può diventare meno allettante. Vediamo alcuni consigli per continuare ad apprezzarlo

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Quando l'enzima è carente

Gonfiore, crampi, diarrea… Questi sintomi dopo aver bevuto latte o mangiato yogurt non sono rari e sono il segno di un cambiamento nel nostro organismo. Perché i prodotti caseari diventano più difficili da digerire crescendo? "Tutto ruota attorno al lattosio, lo zucchero del latte. Per digerirlo serve una sorta di chiave: un enzima chiamato lattasi, prodotto dalle cellule del nostro intestino" spiega il dottor Vincenzo Marzolla, nutrizionista di MioDottore. "Da neonati ne abbiamo in abbondanza, perché ci serve per il latte materno, ma dopo lo svezzamento, in molti casi, l'organismo ne produce sempre meno. È un meccanismo naturale, scritto nei nostri geni, che riguarda circa il 75% della popolazione mondiale: si chiama ipolattasia. Solo alcuni gruppi, soprattutto di origine europea, hanno ereditato una variante genetica che permette di continuare a produrre lattasi anche da adulti, un fenomeno noto come persistenza della lattasi. In due persone su tre il calo è marcato già verso i cinque anni, ma i fastidi compaiono spesso solo in adolescenza o in età adulta, quando il lattosio non digerito raggiunge il colon, fermenta e scatena i tipici disturbi. Esiste poi una forma secondaria, dovuta a danni dell'intestino, per esempio per la celiachia o dopo una gastroenterite". Attenzione, però, a non trarre conclusioni affrettate: "Gonfiore e crampi possono dipendere anche da una sensibilità alle proteine del latte vaccino, in particolare alla caseina. Per togliersi il dubbio, basta un semplice test del respiro, il Breath Test".

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