Sontuosa doppietta per il team Jaguar Tcs nella capitale spagnola al termine di una prova maiuscola dei suoi alfieri, tra gestione strategica e sorpassi decisivi nelle fasi più concitate. Wehrlein rafforza la sua leadership con un posto sul podio mentre continua il momento negativo di Rowland e Cassidy
Adriano Bestetti
23 marzo - 10:23 - MILANO
Il Cupra Raval Madrid E-Prix 2026, sesto appuntamento della stagione 12 di Formula E, ha segnato il definitivo ritorno alla ribalta del team Jaguar Tcs. Dopo un avvio di campionato piuttosto opaco, la squadra britannica ha infatti piazzato una prestigiosa doppietta in Spagna confermando i progressi mostrati nelle ultime settimane: un coriaceo Antonio Félix Da Costa ha conquistato la vittoria, la seconda consecutiva per lui dopo quella di Jeddah; un incisivo Mitch Evans si è invece reso autore di una straordinaria rimonta dalle retrovie, interrotta solo sulla coriacea resistenza del suo compagno di box. Alle loro spalle, Pascal Wehrlein ha ottenuto un prezioso terzo posto al volante della Porsche grazie a un sorpasso decisivo ai danni di un combattivo Dan Ticktum su Cupra Kiro, rafforzando così la propria leadership in classifica. Grazie a questo risultato, Jaguar Tcs ha ridotto sensibilmente il distacco dal team ufficiale Porsche nella classifica costruttori, rilanciando anche le ambizioni iridate dei propri piloti, protagonisti assoluti di giornata. Tra le note positive si segnalano anche le solide prestazioni di Edoardo Mortara e Sébastien Buemi, mentre hanno deluso le aspettative Nick Cassidy, tradito dalla strategia nei momenti chiave, e il campione in carica Oliver Rowland, penalizzato nelle prime fasi e mai realmente in gara. Ma c’è stato anche chi ha fatto anche peggio di loro.
Antonio Felix Da Costa, Jaguar TCS Racing
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Voto: 9. L’asso lusitano sembra aver ufficialmente completato il suo periodo di adattamento al team Jaguar Tcs. Con la vittoria conquistata in terra spagnola, arrivata subito dopo l’acuto di Jeddah, il campione della stagione 6 di Formula E ha ribadito una volta per tutte di essere un serio contendente al titolo. Efficace in qualifica, che gli ha fruttato il terzo posto in griglia, Da Costa si è dimostrato di nuovo veloce e incisivo anche in gara, in questo assistito da un muretto che ne ha letto bene lo svolgimento. La lotta finale con Evans ha inoltre evidenziato la mancanza di subalternità nei confronti del compagno, ormai da un decennio in forza alla compagine inglese. Dopo un inizio di stagione incerto, è il pilota più in forma del momento.
Mitch Evans, Jaguar TCS Racing
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Voto: 8,5. Il box Jaguar ha giocato un ruolo fondamentale anche nella grande rimonta di Mitch Evans, solo 16° in griglia e poi capace di sfiorare la vittoria nelle ultimissime battute. Il pilota neozelandese ha adottato un atteggiamento guardingo nella prima metà gara, ma è piombato sui primi dopo il pit-stop sfruttando al massimo il suo Attack Mode. Spettacolari i suoi sorpassi a Wehrlein a due giri dalla fine, per strappargli il terzo posto, e all’esterno su Ticktum nella tornata successiva, per prendersi il secondo. Quando nel finale si è trovato a lottare apertamente con Da Costa per la vittoria, Evans ha fatto il massimo per sorprendere anche il compagno di colori, ma senza trovare il varco giusto che gli avrebbe permesso di bissare il trionfo di Miami. Il secondo posto è comunque un grande risultato per lui in ottica campionato.
Pascal Wehrlein, Porsche Formula E
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Voto: 7,5. Wehrlein si è presentato a Madrid da leader del mondiale, pronto a legittimare il primato appena conquistato con una buona prova, e l’obiettivo, in questo senso, è stato largamente centrato. L’alfiere della Porsche si è difeso bene in qualifica, chiusa con il 6° posto, e si è mantenuto costantemente a ridosso delle prime posizioni in gara nonostante un leggero danno al posteriore della sua vettura, "speronata" dall’olandese De Vries dopo un paio di giri. Wehrlein ha perso qualche posizione di troppo durante la girandola dei pit-stop, il che gli è costato tempo prezioso, ma non si è dato per vinto e ha continuato a spingere, soffiando a Ticktum l’ultimo gradino del podio negli ultimi metri. Una prestazione concreta e determinata che gli ha fruttato punti pesanti, degna del capoclassifica.
Dan Ticktum, Cupra Kiro
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Voto: 7. Il finale dell’E-prix di Madrid ha sicuramente lasciato l’amaro in bocca a Dan Ticktum, beffato nel finale da Wehrlein per il terzo posto. Un piazzamento sul podio avrebbe significato tantissimo sia per lui, a caccia di un risultato importante dopo un claudicante inizio di stagione, che per il team Cupra Kiro, per cui questo era il round di casa. Non si può dire che Ticktum non ci abbia provato: il britannico è scattato bene dalla nona casella per agganciare subito i primi e rimanere diligentemente attaccato a loro per quasi tutta la gara. Nell’ultimo giro avrebbe potuto difendere piuttosto comodamente la terza posizione, quanto mai cruciale, ma il suo generoso tentativo di inserirsi nel duello tra le Jaguar all’ultima chicane gli è costato quel posto sul podio che avrebbe certamente meritato. Il quarto posto è comunque un buon risultato dopo le ultime battute a vuoto.
Edoardo Mortara, Mahindra Racing
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Voto: 6,5. Edoardo Mortara non è stato pimpante a Madrid quanto lo era stato nel precedente weekend di gare a Jeddah (dove aveva conquistato due pole, un secondo e un quarto posto per un totale di 36 punti), ma l’alfiere della Mahindra, come suo solito, ha badato innanzitutto al sodo. Dopo aver conquistato un solido quinto posto in qualifica, lo svizzero si è ritrovato inizialmente a lottare nella bagarre dietro ai battistrada, ma ha gestito con arguzia la propria strategia per evitare di ritrovarsi impelagato a centro gruppo e farsi trovare pronto per lo sprint finale. Negli ultimi giri non è riuscito a inserirsi nella lotta per la vittoria, ma ha controllato gli attacchi di Buemi per portare a casa il quinto posto finale, contenendo così in 11 lunghezze il divario da Wehrlein in classifica.
Sébastien Buemi, Envision Racing
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Voto: 6,5. Anche a Madrid, l’esperto pilota svizzero Sébastien Buemi non ha mancato l'appuntamento con la zona punti, lottando con determinazione per ottenere il miglior risultato possibile nonostante il 14° posto in griglia. Dopo aver guadagnato tre posizioni nella prima parte di gara, Buemi è rientrato ai box per il Pit Boost al 12° giro per poi ritrovarsi al 4° posto una volta che tutti i piloti hanno completato la propria ricarica. Il pilota della Envision ha quindi chiamato in causa il suo Attack Mode al 17° giro, arrivando fino alla seconda posizione, ma una volta terminata la sua spinta extra è stato inesorabilmente infilato dai piloti dietro di lui che ancora disponevano del boost. Buemi ha poi fatto un ottimo lavoro nel tenere a bada Dennis e la sua Andretti, conservando la sesta posizione fino alla bandiera a scacchi, ma i commissari di gara hanno poi giudicato la sua difesa troppo aggressiva, infliggendogli una penalità che lo ha retrocesso al settimo posto.
Jake Dennis, Andretti Formula E
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Voto: 5,5. Jake Dennis non può essere soddisfatto di quanto raccolto a Madrid, tappa in cui ha raccolto un magro bottino di punti senza mai farsi vedere nelle primissime posizioni. In qualifica non ha raggiunto la fase a duelli, accontentandosi dell’undicesimo posto in griglia; in gara è rimasto costantemente a centro gruppo, emergendo dalla girandola dei Pit Boost fuori dalla top-10. Il britannico ha però sfruttato a dovere la sua tardiva attivazione, recuperando posizioni nel finale per issarsi fino al settimo posto a 3,7” da Da Costa, poi tramutato in un sesto posto dalla penalità inflitta a Buemi. Il gap in classifica da Wehrlein è però ormai vicino ai 40 punti e i fasti della vittoria nel primo round di San Paolo appaiono decisamente lontani per la prima guida del team Andretti.
Nick Cassidy, Citroën Racing
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Voto: 5. Nick Cassidy aveva iniziato il weekend incamerando la sua prima pole position stagionale, oltre che la prima in assoluto per il team Citroën Racing, un risultato decisamente di buon auspicio in vista della corsa. Nella prima parte, il neozelandese è stato praticamente impeccabile, mantenendo il comando al via e rimanendo saldamente in controllo della situazione fino al valzer del pit-stop. È infatti in questa delicata fase che Cassidy ha sbagliato i tempi del ritorno al box e dell’attivazione del boost, ritrovandosi impelagato nel gruppo e perdendo così definitivamente ogni chance di lottare per la vittoria e tornare ai fasti di Città del Messico. E anche la situazione in classifica si fa sempre più preoccupante.
Oliver Rowland, Nissan Formula E
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Voto: 4,5. Oliver Rowland è indubbiamente uno dei grandi sconfitti dell'E-prix di Madrid. Il campione del mondo in carica, ancora a caccia della prima vittoria stagionale, ha patito le condizioni umide in qualifica, guadagnando comunque la quarta fila, ma in gara ha ricevuto subito un drive-through di penalità per eccesso di potenza alla partenza, da lui scontata subito nella speranza di essere rimesso in gioco da una safety car che non si è mai materializzata. Il britannico della Nissan ha poi messo in mostra un discreto ritmo, ma non è riuscito ad andare oltre la sedicesima posizione.
Nyck De Vries, Mahindra Racing
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Voto: 4,5. La stagione 12 di Formula E si sta rivelando quasi un incubo per Nyck De Vries, protagonista in negativo anche in Spagna dopo il poco esaltante weekend in Arabia Saudita. Vista la penuria di risultati, l’olandese avrebbe dovuto sfruttare al meglio la partenza in prima fila, ma un contatto con la Porsche di Wehrlein, da lui colpevolmente speronata a inizio gara, ha mandato in frantumi l’anteriore della sua Mahindra insieme alle sue speranze di conseguire un buon risultato. La direzione gara gli ha poi inflitto 5” di penalità che hanno contribuito al suo 18° posto finale. Aggiungendo al conto anche uno scontro col muretto nelle prove libere, il bilancio di De Vries a Madrid è stato semplicemente disastroso.










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