Il ct: "Oggi male, ma rimaniamo soddisfatti. Abbiamo ottenuto due vittorie storiche. Non eravamo i re del rugby una settimana fa e non siamo diventati scarsi adesso"
Francesco Palma
14 marzo - 20:17 - MILANO
Doveva essere la partita della storia, ma come accaduto fin troppo spesso quando l’Italia parte favorita si scoglie. È successo anche a Cardiff, dove il Galles ha battuto gli Azzurri 31-17 e soprattutto ha infilato un clamoroso parziale di 31-0 che ha chiuso la partita nel giro di 50 minuti. Il torneo degli Azzurri rimane comunque positivo, con due belle vittorie contro Scozia e Inghilterra, ma come racconta il c.t. Gonzalo Quesada il finale lascia tanto amaro in bocca, non solo per il risultato ma soprattutto per la prestazione: “Abbiamo fatto il possibile per recuperare dopo la partita con l’Inghilterra, ma non deve essere un alibi. Abbiamo sbagliato dei placcaggi che di solito non sbagliamo, siamo stati molto meno veloci. Nel primo tempo abbiamo sprecato due opportunità chiave sullo 0-0, tutte occasioni che poi ci sono costate care perché il Galles ha segnato tre mete su tre occasioni. Nel secondo tempo abbiamo fatto molto meglio, abbiamo avuto più possesso, ma la chiave è stata prendere un’altra meta a inizio ripresa, quello ci ha tagliato le gambe. Sapevamo che il Galles avrebbe dato tutto oggi perché era obbligato a vincere”.
Quesada: “Il Sei Nazioni resta positivo”
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Nonostante la sconfitta, per Quesada il torneo degli Azzurri rimane positivo: “Ci vuole equilibrio. Non è che la settimana scorsa eravamo i re del rugby e adesso non valiamo niente. La partita di oggi non ci lascia soddisfatti, ma ripartiamo da tutto quello che abbiamo fatto in questo torneo, con due vittorie storiche contro Scozia e Inghilterra e una grande partita a Dublino che avremmo pareggiato senza un TMO incompetente che ci ha letteralmente rubato una meta. E ripartiamo anche da questo secondo tempo, nonostante le difficoltà. Ora ci aspetta un tour estivo molto duro per il National Championship: Tokyo, Auckland e Wellington per affrontare Giappone, Australia e All Blacks, ma vogliamo continuare a crescere. Abbiamo fatto un buon Sei Nazioni ed è tutto parte del percorso”.
Lamaro: “Inconsistenti”
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Molto duro il capitano Michele Lamaro: “Siamo stati inconsistenti, soprattutto in rimessa laterale e in mischia. Abbiamo perso dei palloni che ci sono costati delle occasioni, soprattutto nel primo tempo, e questo non ci ha permesso di mettere loro pressione dal punto di vista del risultato. Ovviamente dobbiamo fare i complimenti al Galles, ma sapevamo di avere una grande opportunità che non siamo riusciti a sfruttare. Siamo ancora troppo altalenanti. È stato un torneo lungo, abbiamo speso tante energie in tante partite: per la prima volta siamo stati competitivi nelle prime quattro partite consecutivamente e questo forse oggi ha inciso, ma la chiave per crescere è proprio questa, essere performanti e capaci di fare le scelte giuste anche dopo 320 minuti di gioco. Calo di attenzione dopo l’Inghilterra? No, sapevamo fosse una partita fondamentale, l’abbiamo approcciata bene ma non siamo riusciti a fare quello che avevamo prefissato. Il Sei Nazioni rimane positivo e nessuno ci toglierà la vittoria con l’Inghilterra, anche se l’ultima partita è sempre quella che lascia il ricordo più pesante e questo può ‘macchiare’ un po’ l’immagine di quello che abbiamo fatto prima. Oggi dovevamo fare una grande prestazione, ma non l’abbiamo fatto. È giusto così, è giusto che questa sconfitta faccia male perché servirà a farci crescere”. Dello stesso avviso anche Federico Ruzza: “È stato un primo tempo difficilissimo, siamo andati subito sotto pressione e non abbiamo giocato i 40 minuti di qualità che avremmo dovuto fare. Nel secondo tempo è andata meglio, ma non puoi permetterti di concedere 21 punti in un primo tempo. Stanchezza fisica? Il Galles ha giocato meglio, secondo me non ci sono altre chiavi. Siamo mancati sotto molti aspetti tecnici, e poi nel secondo tempo abbiamo preso subito un’altra meta: sono cose che non possiamo permetterci”.







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