'Dash' di Cao Fei apre alla Fondazione Prada di Milano

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E' un invito a riflettere su questioni urgenti della contemporaneità come il valore del lavoro nell'era dell'intelligenza artificiale e le possibilità di coesistenza fra tecnologia, essere umano e natura il progetto multimediale "Dash" concepito dall'artista cinese Cao Fei per la sede di Milano di Fondazione Prada, dove sarà esposto dal 9 aprile al 28 settembre 2026.
    "Dash" è il risultato di un'approfondita ricerca condotta dall'artista, che negli ultimi tre anni si è dedicata allo studio delle campagne cinesi, osservando lo sviluppo della smart agriculture, la rivoluzione tecnologica nel settore agricolo e le sue contraddizioni intrinseche. Il progetto riflette sul modo in cui la tecnologia aumenta l'efficienza, riduce il lavoro fisico e salvaguarda la sicurezza alimentare in un contesto di incertezza climatica e invecchiamento nelle aree rurali. "Questa mostra - spiega l'artista - invita il pubblico a entrare in un sito archeologico dedicato all'agricoltura contemporanea, dove si intrecciano molteplici dimensioni temporali. Non si tratta di un idillio pastorale della tecnologia, ma di uno sguardo archeologico sull'agricoltura intesa come 'ingegneria geologica'. Qui, i sistemi di posizionamento satellitare dialogano con le geografie rituali. L'intelligenza artificiale e l'esperienza tradizionale si influenzano reciprocamente".
    Il progetto intreccia virtuale e reale in un complesso allestimento documentando non solo il ruolo di tecnologie come i droni agricoli e gli algoritmi dell'intelligenza artificiale, ma anche l'integrazione tra tradizione e modernità. Così in mostra ambienti come un granaio, un tempio e una piccola piantagione di banani accolgono installazioni di realtà virtuale e video che documentano come l'evoluzione tecnologica non abbia modificato le preghiere tradizionali per un raccolto abbondante, con gli agricoltori locali che venerano i droni porgendo loro offerte.
   
   

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