Dal fioretto ai 100 metri: Bebe Vio è subito veloce verso Los Angeles 2030

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Dopo l'addio alla scherma, agli Assoluti di Grosseto, seconda gara in carriera, si migliora in 14”64: "È stato molto bello"

Claudio Arrigoni

5 luglio - 09:21 - MILANO

Si sarebbe svolta dopo pochi mesi la Paralimpiade di Londra. Una ragazza quindicenne, alla quale qualche anno prima avevano dovuto amputare le braccia appena oltre il gomito e le gambe appena sotto il ginocchio, si affacciava a quell’evento non ancora per partecipare, ma dopo essere stata eletta fra gli ultimi tedofori, a rappresentare i “Futuri Paralimpici”. Scelta azzeccata, visto come è andata. Voleva farlo non usando la carrozzina, come forse gli organizzatori si aspettavano, anche perché era già una campionessa internazionale di scherma, ma con le lame da corsa, che Oscar Pistorius avrebbe sublimato poi anche all’Olimpiade britannica. Lei le provò correndo la prima volta nel cortile dell’Arte Ortopedica di Budrio e il 23 giugno 2012 sulla pista di Trieste. Poi in qualche allenamento a Mogliano Veneto, dove abitava. C’era anche una scommessa con Oscar. Fu lui un giorno a dirle: "Ma perché non ti metti a correre anche tu?". E lei: "Ok, ma tu devi fare con me un assalto di scherma". Quell’assalto non ebbe modo di esserci, dopo la follia omicida e la vicenda giudiziaria di Pistorius, e anche per quel bruttissimo episodio, ma soprattutto per l’amore verso la scherma, il progetto fu chiuso in un cassetto. 

Nuova vita

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Per riaprirlo ci sono voluti i serissimi problemi fisici che l’hanno costretta a rinunciare allo sport che ama, quello dove è stata capace di diventare la più forte e famosa schermitrice paralimpica al mondo di tutti i tempi. Chissà se a Bebe Vio Grandis sono tornati in mente quei momenti lontani nel tempo, nel turbinio di pensieri di questa nuova vita sportiva con l’atletica, che l’hanno portata ieri alla sua prima gara sui 100 metri ai Campionati italiani paralimpici di atletica. Un esordio positivo, considerando che ha iniziato ad allenarsi seriamente poco prima dell’inverno. Unica della categoria T62, l’atleta delle Fiamme Oro ha chiuso in 14”64, correndo in una gara con le categorie accorpate fra la campionessa paralimpica e mondiale Ambra Sabatini (14”75, cat. T63) e Giuliana Filippi (13”72, T64), che ha alle spalle già una partecipazione paralimpica. Ha migliorato il cronometro della sua prima gara in assoluto, quella di qualificazione, quando il 16 maggio lo fece fermare a 14”75 al centro sportivo di Casal del Marmo. Per questo il sorriso di Bebe ha illuminato il suo dopogara: "È stato molto bello. Dopo il traguardo mi sono ripresa dalle varie emozioni, da tante cose che mi sentivo dentro. Sono partita malissimo, ho tante cose che devo ancora imparare e so che devo migliorare ancora un sacco, ma è stata una esperienza molto utile e anche molto divertente". 

Famiglia

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Un’emozione in più per lei avere accanto tante delle persone che ama: "C’era anche nonna. E la mia famiglia, i tifosi, che poi sono amici e amiche, tanti che mi hanno aiutata in questo percorso. Davvero bello, proprio bello e super emozionante". Bebe è giunta nona nella speciale classifica a punti che riunisce i risultati delle atlete di tutte le categorie. Un metodo sviluppato in Italia (a livello internazionale non sono tenute in conto tutte le categorie), che parte dal record mondiale e attraverso una funzione matematica attribuisce un punteggio a scendere dai 1200 punti. Per lei 1026 punti nella graduatoria di questi Assoluti, dove è prima Sabatini con 1156 punti (seguita da Filippi con 1126), che gareggiava non lontano da casa: "È un’emozione speciale per me, volevo fare qualcosa di più, la corsa è stata molto stimolante anche per via delle tante categorie coinvolte".

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