Eugenio Trevissoi
13 febbraio - 18:45 - MILANO
Nel 1906 un atleta britannico sventolava la bandiera irlandese in segno di protesta. Oggi, il Cio squalifica lo skeletonista ucraino a Milano Cortina. In mezzo, Smith e Carlos a Città del Messico '68. E tanti altri...
1 di 12:
Proteste olimpiche
Vladyslav Heraskevych, skeletonista ucraino squalificato per il casco che ritrae gli atleti ucraini uccisi in guerra, è solo l'ultimo di una lunga serie di atleti che hanno scelto i Giochi Olimpici come occasione per lanciare un messaggio o compiere gesti di protesta politica. Anche se Heraskevych non ritiene il suo "casco della memoria" un vero e proprio gesto politico, il Cio l'ha escluso dalla competizione appellandosi alla regola 50 della Carta Olimpica, che vieta ogni forma di “manifestazione o propaganda politica, religiosa o razziale” durante i Giochi. Ma la lunga storia olimpica è ricca di gesti politici e atti di protesta, in forme diverse. E con diversi protagonisti.
Continua








English (US) ·