L'espulsione di Almiron per la mano davanti alla bocca passerà alla storia. Ma anche le altre novità stanno regalando gare più scorrevoli con meno interruzioni
Messi forse entrerà nella storia per il secondo Mondiale consecutivo a quarant’anni, Almiron di sicuro è già nella storia come simbolo, in negativo, delle nuove regole. Miguel Almiron, paraguayano, centrocampista. Nella prima partita contro gli Usa è stato ammonito al Var grazie al nuovo protocollo che permette di cambiare la decisione in caso di "scambio di identità" tra chi commette fallo: aveva preso un giallo l’americano Ream ma, dopo revisione video, Makkelie aveva capito che quella di Almiron era una simulazione. Due, ieri, contro la Turchia. Le immagini beccano Almiron che parla con la mano davanti alla bocca con un turco, in una fase calda della partita. Scatta la nuova regola. Presunzione di offesa, diremmo. Rosso immediato. Al di là delle vicende personali del paraguaiano, con poca memoria e un po’ sfortunato, questo è il Mondiale che sarà ricordato (anche) per le nuove regole Ifab. E il bello è che ci volevano.
rinvio o angolo
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I calciatori stavano davvero esagerando con simulazioni, perdite di tempo, furbate. "Vogliamo meno interruzioni e un flusso di gioco continuo", aveva detto Pierluigi Collina, capo degli arbitri, spiegando le novità. Era arrivato il momento e non c’era nessuna ribalta migliore del Mondiale per rendere universali le nuove regole. Tipo il rinvio da fondo campo ritardato oltre cinque secondi. Il portiere di Haiti ha pensato di essere ancora a maggio, prima del cambio, e all’inizio del match s’è preso tutto il tempo che voleva per il rinvio. L’arbitro ha subito ordinato l’angolo per il Brasile, il portiere ha protestato ma avrebbe dovuto farlo contro la sua dabbenaggine. Si è trattato del terzo caso nel torneo. Più frequente, com’era normale, l’inversione della rimessa in gioco sempre per aver sforato i famosi cinque secondi. Prima o poi impareranno.
cambi da f1
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Incidono di più nel gioco altre due novità: i dieci secondi per i cambi e gli infortuni. Le sostituzioni erano diventate un’arma tattica, tra strette di mano, abbracci, perdite di tempo, passeggiate. Ieri il Paraguay era in dieci contro la Turchia, ma il ct ha urlato ai suoi di affrettare il cambio perché temeva di restare in nove per oltre un minuto: in caso di mancato rispetto dei limiti, infatti, il subentrante deve restare fuori fino al primo stop del gioco dopo un minuto dal cambio. Come dire che potrebbe anche essere inutilizzabile per due minuti o più. Cambi da F1 come le gomme.
nessun crolla
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Idem gli infortuni, un flagello non per le gambe dei giocatori ma per il ritmo e lo spettacolo: ogni tocco, una caduta rovinosa con urla e strepiti, e minimo un minuto per ricominciare. Ora, se entrano i medici, e il fallo non è stato sanzionato con cartellino, stai fuori sessante secondi. Improvvisamente nessuno stramazza al suolo. Avete mai visto partite così veloci e flussi che non si interrompono più? La preghiera è che succeda lo stesso in A: sarebbe una rivoluzione.
quella gelida manina
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Tornando alle disavventure di Almiron. La nuova regola è nata dopo il caso Vinicius-Prestianni e il presunto insulto razzista del giocatore del Benfica a quello del Madrid. Con la mano sulla bocca è facile nascondere le prove, quindi è nata la presunzione di colpevolezza. La mano nasconde qualcosa, se fai così durante un litigio o una fase calda con un avversario ecco il rosso. Naturalmente con un compagno si può usare la mano, ma anche con un rivale se l’atmosfera è rilassata e semplicemente non si vogliono rendere pubblici discorsi privati.
timeout per ct
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Non certo per ultimo ci sono i timeout. Una vera rivoluzione. Qui al caldo sono utili per far riposare i giocatori anche se, di fatto, ingrassano i bilanci delle tv con 6 minuti di pubblicità in più per ogni partita. Ma ieri anche Ancelotti è parso favorevole: "In effetti aiutano noi tecnici ad aggiustare alcune situazioni". I dati sono interessanti: nel primo tempo, dopo il break, aumentano tiri e gol. Da "hydratation break" a timeout tipo basket o pallavolo, vedremo se qualcuno deciderà di seguirne l’eredità, tanto s’è capito che il caldo c’entra fino a un certo punto. Poi alla finale si esagererà con lo spettacolo di mezz’ora tra primo e secondo tempo, tipo Super Bowl. E questo forse potevamo evitarcelo. Ma con le nuove regole questa americanata non c’entra niente. Le nuove regole funzionano e sono utili.








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