azzurri
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Dietro i risultati c’è una rete di rapporti autentici, fatta di complicità, consigli e sostegno reciproco. Un modo nuovo di vivere lo sport, dove il campione accanto è qualcuno con cui condividere la strada
C'è un valore aggiunto nello sport italiano che conquista il mondo. La traccia più significativa della Gen Z azzurra è infatti il filo dell’amicizia che lega le nostre eccellenze. Un’amicizia sincera, non dettata da prospettive di marketing, ma impastata di gesti semplici e spontanei - un messaggio, una telefonata, una dichiarazione pubblica - che diventano il terreno di una crescita condivisa. Da Jannik Sinner a Sara Curtis fino a Kimi Antonelli, passando per Larissa Iapichino e Mattia Furlani, da Flavio Cobolli a Edoardo Bove fino a Matteo Sioli: è come i ragazzi e le ragazze azzurre se riconoscessero l’uno nell’altro la stessa matrice, fatta di sogni e sacrifici, di disciplina e di rinunce, di forza di volontà e di quella diversità che li rende speciali. Sentono, questi ragazzi, di incarnare gli stessi valori, di portare in dote gli stessi ideali, di consumare le stesse ambizioni, con gli stessi sentimenti messi in circolo. La vera novità è che sembra davvero che stavolta si vinca tutti insieme. Come se in atto ci fosse una rivoluzione che arruola i migliori, da una disciplina all’altra.










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