Da Parigi a Barcellona col pass sanitario: così l’Italia prepara lo Spazio Ue della salute

5 ore fa 1

Italia: prima deadline al 31 marzo

In Italia spetta all’Ecosistema dei dati sanitari (Eds) fungere da cerniera con lo spazio europeo: la grande infrastruttura nazionale che - partendo dal Fascicolo sanitario elettronico 2.0 rifinanziato dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) - trasformerà i documenti clinici in dati strutturati e interrogabili per 59 milioni di cittadini, adotta un modello “federato”. Tradotto: i dati restano nei sistemi regionali dove vengono prodotti, ma diventano interoperabili attraverso un’infrastruttura nazionale sicura.
Le prime due “demo” dei servizi di consultazione dell’Eds, sviluppate dal Dipartimento per la Trasformazione digitale, saranno presentate all’Europa tra una manciata di giorni, il 31 marzo 2026. Mentre entro marzo 2027 l’Italia dovrà designare - come annunciato dal ministro Schillaci dovrebbe essere Agenas - l’Health Data Access Body (Hdab), l’Organismo di accesso ai dati sanitari per finalità secondarie previsto dall’Ehds.

No al saccheggio dei dati

Non siamo quindi all’anno zero, soprattutto grazie alla forte spinta impressa dal Pnrr: «In questi anni abbiamo dato grande impulso allo sviluppo delle funzionalità del Fascicolo sanitario elettronico e oggi questo strumento avanzato è attivo per oltre 57 milioni di cittadini», ha ricordato sempre Schillaci. Resta il fatto che ancora molti di loro si oppongono alla consultazione del fascicolo, pur rendendo noti spesso inconsapevolmente i propri dati sanitari, che vanno ad alimentare i supporti di intelligenza artificiale delle grandi companies. I dati della sanità «non possono diventare una miniera a cielo aperto da saccheggiare - ha sottolineato però Alessio Butti, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’Innovazione e alla trasformazione digitale -. Vorremmo comportassero ricchezza in ambito sanitario e non solo per chi sviluppa algoritmi e piattaforme. I dati sanitari sono strategici per definizione, vanno garantiti, e dobbiamo garantire gli italiani da questo punto di vista».

Intanto, guarda a nuove possibili applicazioni il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato: «Il fascicolo sanitario elettronico, l’intelligenza artificiale, l’Ecosistema dei dati sanitari, possono servire a migliorare le performance del nostro sistema sanitario anche in riferimento alla farmaceutica - propone -. All’atto dell’immissione in commercio dei farmaci e della loro negoziazione, si potrebbe tenere conto dei dati real world di efficacia del medicinale, per definire la remunerazione del farmaco stesso. Se a esempio un anti tumorale riesce ad aumentare la vita media di un paziente, il rimborso da parte del Ssn viene parametrato alla capacità di curare il paziente - spiega -. Questo significa ancorare la performance del farmaco al suo prezzo, ottimizzando nel complesso la spesa farmaceutica e migliorando la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale», ha chiarito Gemmato, precisando che «la proposta andrebbe in ogni caso valutata con Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco».

Cittadini e manager da “educare”

«Dobbiamo fare bene e in fretta - ha concluso Franco Zaffini, presidente della commissione Affari sociali, Sanità, lavoro pubblico e privato del Senato- : il 2029 si avvicina e i cittadini hanno il diritto di avere un sistema sanitario in grado di mantenerli in salute anche grazie alla piena integrazione dei dati che sarà resa possibile dallo Spazio europeo dei dati sanitari. Perchè questo avvenga però servono competenze e cioè non basta predisporre il sistema dell’offerta, come l’Italia sta facendo a partire dal Fascicolo sanitario elettronico, ma occorre anche potenziare la platea della domanda che è costituita dagli utenti e dalle strutture sanitarie e va normata e organizzata. Dobbiamo educare gli italiani all’utilizzo dei dati sanitari - ha precisato -. Del resto, in linea con il principio dell’interesse primario collettivo, con il Sistema europeo dei dati sanitari non servirà più il consenso ma sarà sufficiente il “mancato dissenso” che darà modo al sistema di acquisire tutti i dati autonomamente. E in vista delle novità introdotte dallo Spazio europeo dei dati sanitari vanno formati anche i manager delle aziende ospedaliere, chiamati ad avere contezza del bacino a cui attingere elementi conoscitivi della popolazione, delle patologie e del loro andamento».

Leggi l’intero articolo