Da Pietragalla a Manchester, passando per il ciclismo e il Team Sky: la storia di chi segue il fenomeno norvegese passo dopo passo, dentro e fuori dal campo
La guardia del corpo di Erling Haaland ha molti meno muscoli di lui. Pochi lo sanno ma la persona più vicina al 9 più forte del mondo è un italiano. Mario Pafundi è Sport Therapist al Manchester City e alla Norvegia. Diciamo un fisioterapista con compiti più ampi. Il legame non sfuggirà: sono le due squadre di Haaland. Mario si dedica quasi esclusivamente a Erling, che segue nella preparazione fisica e un po’ anche in quella psicologica, in un rapporto tra preparatore e atleta che ricorda quello di Agassi con Gil Reyes, uno dei personaggi più indimenticabili di Open.
chi è mario
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Pafundi ha 46 anni e lo spirito di un trentenne. È nato a Pietragalla, in provincia di Potenza, il paese dei palmenti, antiche costruzioni scavate nella roccia che a New York no, non troverete. Da ragazzo è stato ciclista ("Correvo con Domenico Pozzovivo"), poi massaggiatore con Gianni Savio e alla Barloworld di Claudio Corti. Nel 2009 è passato al Team Sky e ha capito di essere particolarmente bravo a relazionarsi con i campioni. È andato al Mondiale 2016 con l’Italia di Cassani ed è diventato l’uomo di fiducia di Bradley Wiggins. Un giorno lo ha chiamato il City e Pafundi ha smesso di girare intorno a una ruota per stabilirsi a Manchester. Il feeling con Haaland ha fatto il resto. Ora i suoi due figli, di 16 e 11 anni, giocano nelle giovanili del City. Si legge un messaggio tra le righe: puoi partire da qualsiasi puntino sulla cartina del mondo, con lavoro e forza di volontà si può arrivare al Mondiale.
PAFUNDI E HAALAND: CHE COSA FA
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Sì, ma che cosa fa Pafundi tutto il giorno con Haaland? Spiega lui: "Lavoriamo su pre-attivazione e recupero dopo le partite, controlliamo che il suo fisico stia bene e, se qualcosa non va, interveniamo. Poi massaggi e lavori in collaborazione con i preparatori atletici della Norvegia. A volte parliamo e basta, perché nella vita non sempre serve lavorare: a volte devi solo lasciar fluire il ritmo e come si dice… una parola è troppa e due sono poche". Pafundi definisce il suo ruolo con due parole, alla faccia dei CV: "Angelo custode". Bello.
Com’è HAALAND
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Parlare con Mario è interessante perché può guardare dentro la scatola nera del fisico più impressionante del calcio contemporaneo. Il bello è che Pafundi, quando racconta Haaland, non ne fa mai una questione fisica, sempre di testa. "In questo mondo è più facile avere una 500 con i freni che una Ferrari senza freni – dice -. Erling riesce a guidare una Ferrari senza freni, perché capisce le situazioni e le vibrazioni del mondo intorno a lui". Se interessano altre qualità del biondo, eccole: "La grande personalità, la capacità di pensare molto in fretta e la forza di non accontentarsi mai, di non prendere nulla per garantito e alzare sempre l’asticella per sé e gli altri. È ossessivo nel voler migliorare". Resta una domanda: perché l’angelo custode di questa macchina da calcio è un lucano ex ciclista che non parla norvegese? Risponde Mario: "Perché Dio li fa, e poi li accoppia". Amen.










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