Cos'è la consulenza personologica a cui ha deciso di sottoporsi Andrea Sempio

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Come dichiarato dai suoi legali, il nuovo accusato non risponderà alle domande dei pm, ma si sottoporrà a questa valutazione

Andrea Fiori

5 maggio - 13:04 - MILANO

Gli avvocati di Andrea Sempio, Angela Taccia e Liborio Cataliotti, hanno annunciato oggi, 5 maggio, che il loro assistito si avvarrà della facoltà di non rispondere durante l'interrogatorio fissato presso la Procura di Pavia. Nonostante il silenzio davanti ai magistrati, i legali hanno precisato che Sempio si presenterà comunque in tribunale come atto dovuto, riservandosi di rispondere in un secondo momento, quando il quadro probatorio sarà completo e l'inchiesta ufficialmente chiusa. Parallelamente, la difesa ha deciso di giocare d'anticipo incaricando uno psicoterapeuta di sottoporre il 38enne a una consulenza personologica, ritenendo necessario definire il profilo del proprio assistito attraverso test scientifici piuttosto che basarsi esclusivamente sulla documentazione frammentaria presente nel fascicolo d'indagine.

caso garlasco, cos'è una consulenza personologica

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La consulenza personologica è una valutazione clinica approfondita volta a delineare la struttura della personalità di un individuo. Non si limita a osservare i comportamenti superficiali, ma analizza le caratteristiche psicologiche, emotive e cognitive attraverso colloqui e l'uso di test standardizzati e scientificamente validati (come il test di Rorschach, il MMPI o il TAT). In ambito forense, questo strumento serve a identificare eventuali disfunzioni, tratti dominanti, fragilità o punti di forza del soggetto. L'obiettivo è fornire una "fotografia" oggettiva di come la persona elabora le emozioni e reagisce agli stimoli, offrendo agli inquirenti o ai giudici elementi utili per capire se il profilo psicologico dell'indagato sia compatibile con le dinamiche del reato contestato.

Di cosa è accusato sempio

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Andrea Sempio è iscritto nel registro degli indagati per l'omicidio di Chiara Poggi a seguito di una nuova ricostruzione della Procura di Pavia, che ribalta quanto stabilito nelle sentenze precedenti contro Alberto Stasi. Secondo i magistrati, il movente del delitto sarebbe da rintracciare in un rifiuto sessuale: Sempio avrebbe ucciso Chiara a seguito di un approccio respinto, agendo per motivi definiti "abbietti" e legati all'odio scaturito da tale rifiuto.

L'accusa contesta inoltre l'aggravante della crudeltà per l'efferatezza dell'azione: la giovane sarebbe stata colpita almeno 12 volte con un corpo contundente durante una colluttazione durata diversi minuti. Gli inquirenti, supportati da nuove analisi sulla disposizione delle macchie di sangue (BPA), sostengono che l'aggressione sia culminata sulle scale della cantina, dove il killer avrebbe continuato a infierire sulla vittima ormai incosciente. Andrea Sempio respinge ogni accusa, dichiarando che il suo rapporto con Chiara era minimo e limitato a saltuari incontri in quanto amico del fratello Marco.

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