Cos’è l’HPV test e chi dovrebbe farlo

2 ore fa 2

È il test che ha cambiato lo screening del tumore al collo dell'utero: quando e come effettuare l'HPV test (che è diverso dal Pap-test).

Anna Castiglioni

24 marzo - 12:03 - MILANO

L’HPV test è un esame di screening che cerca la presenza del DNA di alcuni tipi di Papilloma virus ad alto rischio, cioè quelli più spesso associati allo sviluppo di lesioni precancerose e del tumore del collo dell’utero. A differenza del Pap test, che valuta se nelle cellule del collo dell’utero sono già comparse alterazioni, l’HPV test intercetta prima l’infezione da ceppi ad alto rischio. È uno dei motivi per cui, nelle persone sopra i 30 anni, l’HPV test è diventato lo strumento preferenziale nei programmi di screening organizzati: è più sensibile nel riconoscere chi potrebbe aver bisogno di controlli più ravvicinati.

come si fa l'HPV test

—  

L'HPV test è simile al prelievo che viene effettuato col Pap test: si raccolgono cellule dal collo dell’utero durante una visita ginecologica. Il laboratorio analizza il campione per verificare se sono presenti ceppi di HPV ad alto rischio. Un risultato negativo indica che, in quel momento, non ci sono tracce di quei ceppi e quindi il rischio di sviluppare lesioni importanti nel breve periodo è basso; per questo l’intervallo di ripetizione può essere più lungo rispetto al Pap test. È importante chiarire cosa non fa l’HPV test: non diagnostica un tumore e non sostituisce eventuali approfondimenti quando necessari. È uno strumento di screening, cioè un filtro iniziale che serve a decidere chi può aspettare il controllo successivo e chi invece deve fare esami ulteriori.

chi dovrebbe fare l'hpv test

—  

L’infezione da HPV è molto frequente sia nelle femmine che nei maschi e, soprattutto in età più giovane, tende spesso a regredire spontaneamente. Per questo nei programmi pubblici italiani lo screening con HPV test viene in genere proposto non prima dei 30 anni: sotto questa età si rischierebbe di individuare molte positività transitorie che porterebbero a controlli inutilmente ravvicinati. In Italia lo screening del collo dell’utero viene offerto gratuitamente nella fascia 25–64 anni, con modalità che possono variare da regione a regione. Nella pratica, tra i 25 e i 29 anni è previsto il Pap test con cadenza triennale, mentre dai 30 anni in poi l’HPV test è progressivamente diventato il test primario, con intervalli più lunghi in caso di negatività. Se il risultato è negativo, il controllo viene in genere ripetuto ogni cinque anni. L’HPV test è pensato per chi non ha sintomi, perché lo screening è più efficace quando intercetta per tempo le situazioni a rischio. Esistono però condizioni in cui i percorsi di controllo possono essere diversi rispetto allo screening standard. Chi ha già avuto lesioni della cervice di alto grado, chi è immunodepresso o vive con HIV può avere protocolli di sorveglianza specifici, definiti dal medico o dal centro di riferimento.

E se l'HpV test risulta positivo?

—  

Un risultato positivo non significa automaticamente che sia presente una lesione o che si svilupperà un tumore. Indica che è stato rilevato un HPV ad alto rischio e che è necessario un approfondimento. Di solito, dopo un HPV positivo, si esegue un Pap test come esame di triage per verificare se sono presenti alterazioni cellulari. Se la citologia non mostra anomalie significative, può essere indicata la ripetizione del test HPV a distanza di un anno; se invece emergono alterazioni, si procede con ulteriori accertamenti come la colposcopia.

vaccinazione per l'hpv

—  

La vaccinazione contro l’HPV riduce in modo importante il rischio di infezioni persistenti e di lesioni causate dai ceppi inclusi nel vaccino, ma non elimina completamente il rischio legato a tutti i possibili tipi virali o a infezioni contratte prima della vaccinazione. Per questo anche le persone vaccinate rientrano nei programmi di screening: vaccino e test non sono alternativi, ma complementari. L’HPV test è un esame che ricerca l’infezione da Papilloma virus ad alto rischio e permette di individuare precocemente chi potrebbe avere un rischio maggiore di sviluppare lesioni del collo dell’utero. In Italia è il test di riferimento per lo screening dopo i 30 anni, con controlli generalmente ogni cinque anni in caso di risultato negativo, mentre nelle età più giovani resta centrale il Pap test. È uno strumento di prevenzione efficace, che funziona meglio se inserito in un percorso regolare e continuativo di controlli.

Leggi l’intero articolo