Consapevolezza sull'autismo: perché è importante conoscere e capire

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Una forma di neurodivergenza ancora fortemente incompresa

Anna Castiglioni

2 aprile - 10:41 - MILANO

Ogni anno, il 2 aprile, si celebra la Giornata Mondiale della Consapevolezza sull’Autismo. Istituita nel 2007 dalle Nazioni Unite per riflettere, informare e promuovere una cultura dell’inclusione, viene celebrata in tutto il mondo con eventi che hanno come sfondo il blu, ufficialmente il colore dell'autismo.

Le persone nello spettro autistico continuano a incontrare ostacoli, incomprensioni e pregiudizi, a scuola, sul lavoro e nella vita di tutti i giorni. Parlare di autismo, con rispetto e competenza, è un primo passo fondamentale per costruire una società davvero accogliente per tutti.

che cos'è l'autismo

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L’autismo, o più correttamente Disturbo dello Spettro Autistico (ASD), è una condizione del neurosviluppo che si manifesta in modi molto diversi da persona a persona. Non si tratta di una malattia, né di qualcosa da curare. È una diversa modalità di percepire il mondo, di comunicare, di relazionarsi con gli altri e di vivere le esperienze sensoriali. Alcune persone autistiche hanno difficoltà nel linguaggio, altre comunicano perfettamente. Alcune mostrano comportamenti ripetitivi o interessi molto focalizzati, altre hanno una vita sociale attiva. Questa grande variabilità è il motivo per cui si parla oggi di “spettro autistico”: perché non esiste un solo modo di essere autistici, ma un ampio ventaglio di caratteristiche e bisogni.

Le diverse manifestazioni dello spettro autistico

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Nel linguaggio clinico si fa riferimento a diversi livelli di supporto, che aiutano a descrivere quanto una persona nello spettro possa aver bisogno di sostegno nelle attività quotidiane. Alcune persone hanno bisogni molto elevati: possono essere non verbali, avere disabilità cognitive associate e necessitare di assistenza costante. Altre, invece, pur presentando difficoltà nella sfera sociale, comunicativa o sensoriale, sono autonome e possono condurre una vita indipendente, studiare, lavorare, costruire relazioni. In passato, si parlava di “forme” di autismo, come ad esempio la Sindrome di Asperger. Oggi questi termini sono stati superati: la comunità scientifica, e non solo, riconosce che tutte le persone nello spettro condividono una base comune, anche se si esprimono con intensità e modalità diverse.

perché c'è bisogno di una giornata che parli di autismo

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Questa giornata nasce con l’obiettivo di aumentare la consapevolezza e combattere lo stigma. È un’occasione per dare spazio alle voci delle persone autistiche e delle loro famiglie, per promuovere l’accessibilità nei servizi, nell’educazione, nei luoghi di lavoro. Ma anche per contrastare la disinformazione e gli stereotipi, che ancora oggi circolano in modo preoccupante. Molte persone ricevono una diagnosi solo in età adulta, dopo anni di difficoltà non comprese. Altre faticano a trovare supporti adeguati o si scontrano con sistemi scolastici e sanitari impreparati. La giornata del 2 aprile non è solo simbolica: è un richiamo concreto all’impegno delle istituzioni, della scuola, della società civile.

Parlare di autismo non significa ridurlo a una lista di sintomi. Significa conoscere le diverse esperienze, riconoscere i bisogni specifici e favorire un ambiente che non chieda a chi è nello spettro di “adattarsi” a tutti i costi, ma che sappia anche cambiare per includere. È importante promuovere una cultura del rispetto, della gentilezza, dell’ascolto. Un altro aspetto fondamentale riguarda il linguaggio. Sempre più persone autistiche rivendicano il diritto a essere chiamate con parole che rispecchino la propria identità. Per questo, oggi si preferisce dire “persona nello spettro autistico” piuttosto che “affetta da autismo” o “sofferente di autismo”. È un piccolo gesto, ma carico di significato.

una sfida collettiva

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La consapevolezza sull’autismo non è una questione che riguarda solo chi ne è direttamente coinvolto. È un tema di cittadinanza, di diritti, di giustizia sociale. Significa costruire una società dove tutte le differenze siano riconosciute e valorizzate. Dove ogni persona, con le sue caratteristiche uniche, possa trovare spazio, dignità e opportunità. Anche se è solo una giornata all’anno, il 2 aprile ci ricorda che ogni giorno può essere un’occasione per fare un passo avanti verso un mondo più inclusivo. A partire dall’ascolto, dalla conoscenza e dalla voglia di mettersi in discussione.

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