Baricentro più basso e pressing meno avanzato. Come a Genova, Cesc vince cambiando pelle
Cinico e attento, così il Como ritrova il passo Champions. Un atteggiamento più prudente ha permesso a Fabregas di espugnare Marassi, vincendo in un match “sporco” contro il Genoa di De Rossi. Due gol con soli due tiri in porta escludendo il palo di Nico Paz, lasciando all’avversario un maggior possesso palla: un inedito per Cesc, che ha sempre fatto del controllo del gioco il pilastro della sua filosofia offensiva. Per lo spagnolo, il possesso è storicamente anche uno strumento difensivo: meno tempo lasci il pallone agli avversari, meno pericoli possono crearti. Eppure, dopo un mese senza vittorie — segnato da un solo punto in tre gare di campionato e dalla cocente eliminazione in semifinale di Coppa Italia per mano dell’Inter — Fabregas ha scelto di intervenire non solo sulla testa e sulla concentrazione dei suoi ragazzi, ma anche sulla tattica.
blocco basso
—
La sterzata è chiara confrontando la vittoria contro De Rossi con la sconfitta subita due settimane fa per mano di un altro campione del mondo 2006: Fabio Grosso. In quell’occasione, il Sassuolo aveva letteralmente “incartato” il Como, lasciandogli il 70% di possesso per poi punirlo due volte in contropiede. Fabregas, ancora agli inizi della sua carriera (è alla seconda stagione in un top campionato, la terza complessiva dopo il debutto in B nel 2023), ha dimostrato di saper fare tesoro dalle sconfitte. A Marassi, il Como ha mantenuto un baricentro medio molto basso (46,4 metri). Al Mapei Stadium questo valore era decisamente più alto (59,1): quasi 13 metri di campo in più nei quali si erano infilati i contropiedisti neroverdi, Laurienté e Nzola. A Marassi, invece, il Como ha lasciato il pallino del gioco al Grifone e, diversamente dal solito, ha abbassato la linea di recupero palla (29,4 metri contro i 41,2 dei rossoblù). Questo dato è indicativo di un pressing meno esasperato, segnale che Cesc, quando serve, sa “snaturarsi” per il bene del risultato. Alla faccia dell’annosa guerra fra risultatisti e giochisti, una contrapposizione che lo spagnolo ha spesso definito "sterile" o "ridicola". Nel suo credo una cosa non esclude l’altra: "Voglio vincere, ma voglio anche farlo costruendo una cosa bella".
porta blindata
—
Dopo aver incassato nove gol in tre partite (quanti quelli subiti nelle precedenti quindici), Butez è tornato a blindare la porta: nessuno, nei cinque maggiori campionati europei, ha collezionato più clean sheet del Como (16, al pari di Arsenal, Inter e Psg). La solidità difensiva sarà il fattore chiave nello sprint Champions, anche perché l’attacco non accenna a fermarsi. Douvikas ha siglato a Marassi la sua dodicesima rete in campionato (ne ha fatte anche tre in coppa), affiancando Nico Paz sul secondo gradino del podio dei marcatori di Serie A. In termini di coppie-gol, solo la ThuLa nerazzurra è più prolifica (28 reti complessive firmate da Lautaro e Thuram). Ottimi anche i numeri degli assist: il Como, insieme alla solita Inter, è l’unica squadra a vantare tre giocatori con almeno cinque passaggi vincenti: Rodriguez (7), Paz (6) e Caqueret (5). Sabato al Sinigaglia arriva il Napoli del maestro Conte, forse l’ultimo scoglio prima della discesa con Verona, Parma e Cremonese.









English (US) ·