racconto
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Il Real è una polveriera? Tchouameni ha mandato Valverde all'ospedale? Bazzecole: gli spogliatoi hanno visto lanci di forbici, colpi di pistola, duelli rusticani, prese da lotta, strangolamenti....
Le botte amiche. Quelle tra compagni di squadra. Botte vere, regolamenti di conti modalità duello western, risse burine che esplodono in un attimo, scazzottate, ceffoni alla Bud Spencer e Terence Hill, unghiate a tradimento, muso contro muso, con la giugulare a molla e la bava alla bocca, persino coltelli, in qualche caso anche una pistola. Sono giorni caldi, questi. Il Real Madrid è una polveriera. Valverde è finito in ospedale, trauma cranico mica un graffio, dopo un confronto in allenamento con Tchouameni (se l’erano giurata), qualche giorno fa Rudiger ha messo le mani in faccia a Carreras (per il club: “Episodio irrilevante e già chiuso”). Dall’altra parte dell’oceano, in Brasile, al Santos, Neymar durante un allenamento ha dato uno schiaffone a Robinho Junior. La colpa? Lesa maestà. E insomma, il ragazzo si era permesso di fare un dribbling di troppo, irrispettoso, al cospetto di O Ney. Il problema, quando vengono a contatto le superstar e le matricole, è proprio il rispetto: qualche anno fa, sempre al Real Madrid, Sergio Ramos, il più califfo tra i califfi, interpretò male un tackle di Reguilón e gli calciò addosso il pallone non una, bensì due volte (al primo tiro aveva calcolato male la mira). Sempre tra i Blancos - bell’ambientino, vero? - Carvajal durante un torello beccò una pallonata in faccia. Non c’era volontà di dolo, per cui nessuno andò a consolarlo, così lui fece l’offeso e cominciò ad inveire contro tutti, strattonando ora questo e ora quello. Un altro Robinho, il padre stavolta, una ventina d’anni fa, era il Real di Capello, andò allo scontro con Gravesen, che anche solo sbadigliando se lo sarebbe risucchiato.









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