Il portiere scelto da Luis Enrique per il dopo Donnarumma a Parigi non gioca da tre mesi e non è sceso in campo neanche quando l'allenatore spagnolo ha fatto turnover. Fuori dai radar in Nazionale
Alessandro Grandesso
28 aprile - 17:06 - PARIGI (FRA)
E dire che aveva cominciato alla grande, con un trofeo fin dall'esordio, prendendosi subito la scena, parando pure un rigore in finale di supercoppa europea con il Tottenham, a metà agosto. Dando subito l'impressione di poter far altrettanto bene, se non meglio, di Gianluigi Donnarumma, almeno secondo la spinta mediatica che aveva preceduto il suo arrivo al Psg, da predestinato anche in chiave nazionale, da erede di Mike Maignan. E invece, in poco più di otto mesi è cambiato tutto per Lucas Chevalier, scavalcato dal russo Matvei Safonov tra i pali parigini, scalato a numero tre con i Bleus, dove rischia pure il posto in vista del Mondiale, a beneficio persino dell'ex titolare Hugo Lloris.
CORONA
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Insomma, finora è andato tutto storto per il predestinato. Va detto: non era facile arrivare nel club della capitale e prendere il posto di un Donnarumma, grande protagonista del primo trionfo Champions. Non era facile neanche assumerne l'eredità con il peso dei 55 milioni di euro spesi dal Psg per prelevarlo dal Lilla. E non era facile gestire la pressione parigina, dopo aver vissuto da titolare lontano dai riflettori della capitale. Chevalier però ha potuto contare fin dall'inizio sul sostegno granitico di Luis Enrique che pubblicamente si era portato garante del cambio tra i pali, esaltandone le doti del gioco con i piedi, tanto indispensabile al Psg, e che avrebbe fatto tanto difetto a Donnarumma, almeno agli occhi mediatici. Ma la fiducia ha iniziato a scricchiolare già un mese dopo l'esordio quanto il 22 settembre il Psg ha perso a Marsiglia su una papera del nuovo portiere, proprio quando allo stesso momento a Parigi, Donnarumma veniva incoronato miglior numero uno al mondo.
GERARCHIE
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Da lì in poi qualcosa si è incrinato e sono iniziati i guai. Anche con i tifosi che non gli hanno mai perdonato un like messo su un post con contenuti di estrema destra. Un errore in un club dove la curva si rivendica multietnica. Errori e incertezze in campo hanno intaccato anche il credito conferitogli dall'allenatore che a partire da dicembre ha puntato tutto su Safonov, arrivato nell'estate del 2024 con l'idea di spodestare Donnarumma. Chevalier ormai non gioca da tre mesi e non è sceso in campo neanche quando Luis Enrique ha fatto molto turnover. E così, il francese è scalato pure nelle gerarchie della nazionale. A fine marzo, c.t. Deschamps l'ha convocato ma non più da vice di Maignan, bensì da terzo portiere. E la situazione potrebbe peggiorare visto che oggi l'Equipe evoca il possibile ritorno di Lloris, ex capitano dei Bleus che ha detto addio alla nazionale dopo l'ultimo mondiale e che a quasi 40 anni gioca al Los Angeles Fc, e si dice disposto a tornare, da terzo portiere. Non un problema per Luis Enrique: “Mi interesso solo del Psg, del resto me ne frego”. Descritto come sempre più ai margini anche in spogliatoio, Chevalier medita sul futuro e non esclude più la cessione estiva, per voltar pagina e ripartire lontano da Parigi e dall'ombra comparativa di Donnarumma.









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