Carrick ha rianimato lo United, ma basterà per la conferma? I grandi ex si dividono

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L'ex bandiera ha portato i Red Devils al 3° posto in Premier con 7 vittorie, un pareggio e una sola sconfitta ma ci sono dubbi sulla permanenza a Manchester. Come si schierano Rooney, Scholes, Neville e Kean

Mimmo Cugini

Collaboratore

18 marzo - 19:18 - MILANO

Affidarsi a una vecchia bandiera è la scelta di molti club, anche i più prestigiosi, quando le cose non vanno bene. Il Manchester United negli ultimi anni è finito schiacciato dai successi dei rivali cittadini del City. Una situazione insopportabile per i tifosi dei Red Devils che avevano sempre considerato quelli del City meno di niente. Non erano i rivali storici come il Liverpool, negli anni non si erano nemmeno avvicinati ai trionfi della squadra di Alex Ferguson. Ma il mondo cambia e anche gli equilibri calcistici sono stati stravolti dalla potenza economica araba e così gli ultimi anni dello United sono stati di grandi sofferenze, investimenti sbagliati e scelte sugli allenatori dimostratesi catastrofiche.

allenatori

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Dal 2022 Ten Hag, poi Ragnick, Solskjaer fino ad Amorim. Dopo i disastri del portoghese, a gennaio, ecco l’idea di puntare su una vecchia bandiera come Mickael Carrick. Da giocatore 464 partite con la maglia dello United, ma l’impressione che fosse uno di quei centrocampisti senza qualità che però fanno le cose più semplici nel gioco del calcio. Alex Ferguson lo aveva definito "uno di quei ragazzi umili e silenziosi che pensa solo a fare il suo lavoro e non perde mai il pallone". Carrick ha avuto lo stesso approccio che usava sul campo da giocatore, come allenatore dal suo rientro a Old Trafford. I risultati gli stanno dando ragione (nove partite in Premier con sette vittorie, un pareggio e una sola sconfitta) ma la sua conferma sulla panchina dello United per la prossima stagione è tutt’altro che sicura e soprattutto ha aperto il dibattito tra i grandi ex.

gli ex

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Gary Neville e Roy Keane sono stati molto critici affermando che nella prossima stagione per tornare ai fasti di un tempo lo United avrà bisogno di un allenatore di altro livello. Wayne Rooney invece si è schierato a favore dell’ex compagno: "Conosco il suo carattere, la personalità. Serviva una testa fredda, ma anche qualcuno che conoscesse l’ambiente, ai giocatori serviva fiducia e lui gliel’ha data". Poi c’è stata la strana uscita di Scholes che prima ha scritto su Instagram: "Mickael ha sicuramente qualcosa di speciale perché lo United è stato una m.... negli ultimi quattro incontri". Poi però Scholes è tornato indietro dicendo che è stato male interpretato. E nel frattempo anche Patrick Evra si è schierato a favore di Carrick. In ogni caso su Carrick e sullo United del futuro c’è grande incertezza.

Manchester United's Brazilian striker #10 Matheus Cunha (R) speaks with Manchester United's English interim head coach Michael Carrick (L) at the end of the English Premier League football match between Manchester United and Aston Villa at Old Trafford in Manchester, north west England, on March 15, 2026. (Photo by Oli SCARFF / AFP) / RESTRICTED TO EDITORIAL USE. No use with unauthorized audio, video, data, fixture lists, club/league logos or 'live' services. Online in-match use limited to 120 images. An additional 40 images may be used in extra time. No video emulation. Social media in-match use limited to 120 images. An additional 40 images may be used in extra time. No use in betting publications, games or single club/league/player publications. /

balsamo

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La naturalezza di Carrick oggi è un balsamo per i tifosi dello United. L’allenatore inglese è partito esattamente dalle cose che venivano rimproverate ad Amorim, ma lo ha fatto senza pretese rivoluzionarie, dando l’impressione che fosse logico, naturale che lo United giocasse così. D’altra parte il 4-2-3-1 su cui ha impostato la sua squadra era il suo modulo preferito già al Middlesbrough e sul campo il cambiamento è stato meno drammatico di quanto non sembri sulla carta perché, almeno inizialmente, come "ala" sinistra ha scelto un terzino, Patrick Dorgu. Quando l’ex Lecce si è infortunato, Carrick al suo posto però ha puntato su Matheus Cunha, un giocatore molto offensivo che si può scambiare nel ruolo di prima punta con Mbeumo, dimostrando di privilegiare una fluidità offensiva che è anche un rischio. Più di rottura è stata la scelta di rimettere al centro della squadra Kobbie Mainoo, zero partite da titolare in Premier League con Amorim e apparso molto vicino alla cessione nelle ultime due sessioni di mercato. Mainoo è forse il giocatore di questo United che più assomiglia a Carrick, e che quindi Carrick più capisce nel profondo. Soprattutto rappresenta il cordone ombelicale con le giovanili che per lo United è mito e leggenda. Questo è il punto per il quale Rooney si è schierato apertamente con Carrick e la vittoria nel derby col City e sul campo dell’Arsenal con una classifica che adesso vede lo United al terzo posto in Premier e finalmente lanciato verso il ritorno in Champions League stanno convincendo sempre di più la proprietà a confermare Carrick anche per la prossima stagione. Altro che traghettatore, Mickael sogna la conferma sulla panchina della squadra per cui ha dato tutto da giocatore. Neville e Keane se ne faranno una ragione.

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