Esposto del Codacons in 104 Procure
italiane contro le speculazioni sui prezzi con forti rincari
avvenuti in numerosi settori dopo lo scoppio della guerra in
Iran. "Negli ultimi giorni si segnalerebbe un significativo
aumento dei prezzi in molteplici filiere produttive, tra cui
quella energetica, agricola, alimentare e industriale", scrive
l'associazione, riportando i dati degli aumenti dei carburanti.
"Considerando che in Italia, allo stato attuale, le vendite
sulla rete ordinaria sono pari a 23.387,3 milioni di litri annui
(circa 64.074.794 litri al giorno), di cui gasolio pari a
14.662,32 milioni di litri annui (circa 40.170.739 litri al
giorno, che diventano 74.948.032 considerando anche l'extra
rete) e benzina pari a 8.724,98 milioni di litri annui (circa
23.904.054 litri al giorno, che diventano 32.426.706 includendo
l'extra rete), appare evidente come anche incrementi
apparentemente contenuti nel prezzo unitario possano generare,
su scala nazionale, trasferimenti economici di enorme entità a
carico dei consumatori.
Il rialzo del costo dei carburanti, scrive il Codacons, sta
già producendo effetti sui prezzi dei prodotti alimentari, con
aumenti segnalati su diverse categorie di prodotti
ortofrutticoli e ulteriori segnali di possibili tensioni
speculative parrebbero emergere anche nel settore industriale:
alcuni fornitori di materie plastiche utilizzate per la
produzione di bottiglie di acqua minerale avrebbero richiesto
aumenti fino al 30% sui prezzi della plastica, con incrementi
stimati tra 200 e 250 dollari a tonnellata.
Per quanto riguarda importanti materie prime usate in ambito
edilizio e industriale, scrive ancora il Codacons, rialzi dei
listini riguardano il rame con un balzo che sfiora il 40%, il
ferro e i profilati di alluminio con listini ritoccati del 20%.
Il settore delle costruzioni lamenta poi incrementi del 18% per
il conglomerato bituminoso (a fronte di un rialzo del 12% del
future alla Borsa di Shanghai) e le membrane, +10% per il
calcestruzzo. Nel settore della meccanica alcune plastiche
accusano incrementi del 30%. Anche il legno ha iniziato a
sentire il clima di tensione con incrementi dei prezzi tra il 10
e il 15%.
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2 ore fa
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