Capello: "In Italia si premiano le simulazioni, in Europa il gioco! Che 'musate' contro i norvegesi"

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 FC Internazionale Milano players look dejected following defeat in the UEFA Champions League 2025/26 League Knockout Play-off First Leg match between FK Bodo/Glimt and FC Internazionale Milano at Aspmyra Stadion on February 18, 2026 in Bodo, Norway. (Photo by Martin Ole Wold/Getty Images)

intervista

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L'ex allenatore analizza il 10-3 complessivo che ha coinvolto le italiane in Champions League: "Chivu, perché Dimarco in panchina? Forse preferisce puntare solo sul campionato... La Juve esce dal campo quando esce Bremer, e Palladino non si è adattato al Dortmund. Sarà dura per tutte"

Gregorio Spigno

Giornalista

19 febbraio - 21:56 - MILANO

La risposta del calcio italiano alle frequenti critiche al sistema si può riassumere attraverso un punteggio. Devastante, impietoso, netto: 10 a 3. Come la somma dei gol subiti da Inter, Juve e Atalanta nell’andata dei playoff di Champions League rispettivamente contro Bodo Glimt, Galatasaray e Borussia Dortmund e quelli segnati dalle squadre del nostro campionato ancora impegnate nella grande coppa. Tre risultati che confermano come il livello delle italiane d’Europa sia ben distante dal periodo d’oro ormai trascorso da decenni, per di più contro avversarie (Dea a parte) più che alla portata. “Del resto, quando allenavo io, i campioni correvano per venire in Italia mentre oggi scattano per andarsene” analizza amaramente Fabio Capello.

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