"In un contesto globale complesso,
tra volatilità dei mercati, tensioni geopolitiche, difficoltà
nella raccolta e nei disinvestimenti, l'Italia rafforza il
proprio posizionamento competitivo e diventa attrattiva per gli
investitori internazionali, in particolare nel segmento del
private equity mid-market,". Lo afferma Fabio Canè, Founder e
Senior Partner di Renaissance Partners, intervenendo al Convegno
Annuale di Aifi a Milano.
Secondo Canè "mentre i fondi di grandi dimensioni incontrano
difficoltà legate alla non soddisfacente performance ed alla
difficile liquidabilità dei loro investimenti anche per un
fattore dimensionale, cresce l'interesse degli investitori
internazionali per i fondi mid-market, considerati più
flessibili e meglio posizionati per remuneraare meglio il
capitale raccolto". Per il manager "a sostenere questa dinamica
contribuiscono la maggiore credibilità del sistema Italia sia in
relazione alla stabilità politica che al controllo delle
dinamiche di spesa pubblica, elementi che fino a pochi anni fa
non erano considerati i punti di forza del nostro Paese. A ciò
si aggiunge la solidità dell'export, che ha portato la nostra
Nazione a diventare la quarta economia esportatrice mondiale,
superando anche il Giappone nonostante un Pil significativamente
inferiore".
"Nel mercato del private equity, tuttavia, permangono le
criticità legate in genere alla ridotta liquidabilità degli
investimenti esistenti che limita fortemente la capacità di
reinvestimento degli investitori istituzionali. A ciò si
aggiunge il cosiddetto "denominator effect" derivante
dall'aumento dell'incidenza degli investimenti illiquidi su
quelli liquidi quando quest'ultimi perdono di valore, e le
dinamiche negative dei flussi previdenziali di alcuni fondi
pensione, che devono finanziare le uscite pensionistiche nette e
tenersi liquidi per rispondere ai fabbisogni futuri" conclude
Canè.
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