Francesco Farioli scrive una pagina
indimenticabile della sua ancor breve carriera: il suo Porto è
campione del Portogallo. Decisiva la vittoria per 1-0 contro
l'Alverca che consegna ai Dragões il 31° titolo con due giornate
d'anticipo e scattano le celebrazioni per il giovane allenatore
arrivato dall'Italia.
Una stagione dominata dall'inizio alla fine e un traguardo
storico per l'allenatore italiano, che a soli 37 anni festeggia
il suo primo trofeo.
Dopo quattro anni, il Porto torna sul tetto del Portogallo
grazie all'allenatore toscano che ha deciso di seguire le orme
di altri connazionali, andando via prestissimo dall'Italia come
fatto anche dal suo mentore Roberto De Zerbi. Ha fatto il 'giro
lungo': Turchia, Nizza, Ajax (dove l'anno scorso ha perso un
campionato di fatto già vinto) e Porto, dove ha stupito tutti
vincendo la Primeira Liga con 85 punti in 32 partite, 27
vittorie, 4 pareggi, una sola sconfitta, 64 gol fatti e appena
15 subiti. Nove i punti di vantaggio sul Benfica di Mourinho,
dodici sullo Sporting. Da tempo per lui si parla
dell'interessamento di grandi club, come il Chelsea, ma il Porto
lo ha messo sotto contratto fino al 2028. "Fin dall'inizio il
discorso verteva sul non dimenticare da dove veniamo, le
cicatrici che tutti portiamo, quello che dovevamo dimostrare -
ha detto Farioli dopo il trionfo - Quelle cicatrici ci hanno
aiutato a creare un legame fortissimo durante la stagione.
Abbiamo avuto dei momenti felici, cose ben più grandi del
calcio, ma siamo sempre stati uniti, come una famiglia. Il
successo si misura anche dalla grandezza degli avversari, quello
che abbiamo fatto è stato incredibile. Con tanto duro lavoro da
parte della squadra, da parte di tutti".
Riproduzione riservata © Copyright ANSA

2 ore fa
2









English (US) ·