Cairo sale a Superga per l'omaggio al Grande Torino

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Il presidente in raccoglimento sotto la lapide, poi visita la basilica con don Daniele Ballarin, parente di Aldo e Dino

Mario Pagliara

Giornalista

11 maggio - 23:19 - MILANO

Nei suoi ventuno anni di presidenza è sempre salito a Superga, ogni anno, per onorare il Grande Torino. Lo aveva fatto anche durante la pandemia, nel 2020, accompagnato da Franco Ossola (figlio omonimo del grande campione) e da Susanna Egri (figlia del direttore tecnico del Grande Torino). Ieri il presidente del Toro, Urbano Cairo, ha scelto una giornata dal forte valore storico per arrampicarsi a Superga e portare il saluto agli Invincibili: l’11 maggio 1947, infatti, al Comunale di Torino si giocava l’amichevole tra Italia e Ungheria (vittoria italiana per 3-2). È una partita passata alla storia perché la formazione azzurra era composta da dieci calciatori del Grande Torino (non giocò solo il portiere Bacigalupo). Un record assoluto, tutt’ora in piedi. 

le rose

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Ieri il presidente Cairo si è fermato per più di un’ora sul Colle: ha portato un fascio di rose come omaggio alla memoria dei 31 caduti nell’incidente aereo del 4 maggio 1949, si è fermato a lungo a pregare, in rispettoso silenzio, davanti alla lapide. Poi ha visitato la basilica insieme a don Daniele Ballarin, missionario del Sermig e responsabile della Basilica di Superga. E legato da una radice profonda al Grande Torino: è parente dei fratelli Aldo e Dino.

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