L'ultimo a centrare il Sunshine Double, ovvero a vincere a Miami dopo Indian Wells, è stato Roger nel 2017. Oggi l'esordio contro il bosniaco Damir Dzumhur
Tutti per lui. Tutti per Jannik. A Miami, dove oggi esordirà contro il bosniaco Damir Dzumhur, 33enne numero 76 al mondo, Jannik Sinner ha riunito tutta la sua famiglia tennistica. Se a Indian Wells il numero 2 al mondo era accompagnato soltanto da Darren Cahill, a Miami è arrivato anche Simone Vagnozzi che, dopo Doha, è rientrato a casa per qualche settimana di meritato stacco. Il clan si completa con il fisioterapista Alejandro Resnicoff e il preparatore Umberto Ferrara.
impresa
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Tutto deve essere pronto per tentare un’impresa che sul circuito maschile manca dal 2017, da quando Roger Federer riuscì a completare il Sunshine Double, ovvero la doppietta Indian Wells-Miami nella stessa stagione. Novak Djokovic ci è riuscito quattro volte, in carriera, l’ultima volta nel 2016, ma quest’anno in Florida Nole, che lo scorso anno era stato battuto in finale da Jakub Mensik, non ci sarà. La fame di Sinner, che a Indian Wells ha rotto il digiuno di titoli conquistando l’ultimo 1000 sul cemento che ancora gli mancava, è ai massimi livelli e l’altoatesino ci ha già abituato in passato a tornare ancora più forte e più motivato dalle sconfitte. La doppia debacle di Melbourne e Doha ha indotto il gruppo a un’analisi approfondita, a una riflessione su come proseguire la preparazione per tornare più forte, più resistente e, se possibile, ancora più tonico mentalmente. Per questo, subito dopo Doha, Sinner, Cahill e il preparatore sono volati in California per impostare un lavoro preciso e mirato sulla resistenza e la potenza. Allenamenti nelle ore più calde per abituarsi alle alte temperature e non cedere ai crampi che in Australia lo avevano quasi fatto uscire di scena contro Spizzirri (la temperatura è sui 40°) e ne hanno condizionato il resto del torneo. A Indian Wells ha raccolto i frutti della full immersion fisica e a Miami è arrivato da primo italiano con 100 vittorie nei Masters 1000 e primo giocatore in grado di vincere due tornei di questa categoria senza perdere un set dal 1990, da quando questa categoria di tornei è entrata in calendario: «Questi tornei sul cemento sono importanti per me, anche perché sono all’inizio della stagione - ha raccontato appena arrivato in Florida, tra un allenamento e un acquazzone -. Sono anche gli ultimi prima della terra battuta, dove non si sa mai come può andare».
capitalizzare
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Meglio mettere fieno in cascina, per tradurre, soprattutto nei tornei che lo scorso anno non aveva potuto giocare per la squalifica di tre mesi. In questi giorni Sinner e la sua squadra stanno limando gli ultimi particolari per rendere il giocatore ancora più pericoloso. E se il servizio è già a un livello altissimo, è la tattica che può ancora migliorare: «Analizziamo tanto la risposta - ha detto - e c’è sicuramente margine di crescita. Da fondo campo, soprattutto, ci sono alcuni aspetti tattici, che possiamo migliorare». Sinner non si ferma mai.










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