Dopo due GP il quattro volte iridato ha solo 8 punti e a Shanghai ha di nuovo attaccato il nuovo ciclo tecnico della F1: "La maggior parte dei piloti è contraria, si ritorcerà contro". E intanto si guarda intorno, tra gare endurance e sempre possibili scenari di mercato
Il weekend di Shanghai ha restituito l'immagine di un Max Verstappen profondamente nervoso, culminato in un amaro ritiro per un guasto al sistema di raffreddamento a soli dieci giri dal termine. È il punto più basso di un momento negativo iniziato già in Australia, dove tra incidenti in qualifica e una cronica mancanza di passo, l'olandese ha faticato enormemente, alle prese con una Red Bull in crisi di competitività come non gli capitava da tante stagioni. Con soli 12 punti totalizzati dalla squadra nei primi due appuntamenti — lo stesso bottino della Racing Bulls — la frustrazione del quattro volte campione del mondo è esplosa in dichiarazioni durissime contro l’attuale ciclo tecnico della F1.
insofferente
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Al termine del GP della Cina, Verstappen ha lanciato un monito: queste nuove auto, come da dichiarazioni riportate dal Daily Mirror, "finiranno per rovinare lo sport". “Se parli con la maggior parte dei piloti, ti diranno che non è quello che ci piace – ha detto - non credo che piaccia ai veri appassionati di F1. Forse ad alcuni piace, ma non capiscono le corse. Speriamo di potercene liberare, alla fine tutto questo rovinerà lo sport. Gli si ritorcerà contro”. Parole da inserire nell’adrenalinico contesto del dopo gara di un GP, quando gli animi sono più accesi. Ma che Max non sia in un momento agonisticamente felice e che queste monoposto non gli piacciano, non è un mistero e lo aveva già fatto capire in Australia: "È un po' conflittuale perché non mi piace davvero guidare questo tipo di nuove F1, vorrei divertirmi un po' di più". Un’insofferenza tale da fargli ironizzare sul paragone con "Mario Kart" fatto dai colleghi, confermando di aver sostituito il simulatore con una Nintendo Switch. Max ha anche denunciato la pericolosità di alcuni problemi tecnici, come la batteria allo 0% alla partenza di Melbourne: "Iniziare così non è divertente ed è anche piuttosto pericoloso".
lealtà
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Queste tensioni stridono in modo abbastanza evidente con quanto invece Max aveva dichiarato al Times, a inizio stagione. L’olandese ribadiva il desiderio di essere l'unico fattore di stabilità in una Red Bull che ha perso figure chiave e quattro membri senior del suo lato del garage. Max ha ricordato la promessa fatta a Dietrich Mateschitz prima della sua scomparsa: "La lealtà per me è una cosa grandissima... è come opero io. Vorrei chiudere la carriera in Red Bull". Tuttavia, la realtà della pista lo vede oggi impotente: "Non c’era alcuna possibilità per noi di eguagliare il passo di Mercedes e Ferrari. Il quinto posto era il massimo raggiungibile".
le gare endurance
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Mentre il rapporto con la sua "seconda famiglia" un po' vacilla, Max guarda altrove. Quest'anno correrà la 24 Ore del Nürburgring, attratto da un ambiente "più vecchia scuola e meno politico". "Ho già raggiunto tutto quello che volevo... ecco perché voglio esplorare anche altro", ha ammesso, sottolineando di non voler aspettare i 40 anni per farlo, seguendo le orme del padre nell'endurance. In una F1 che definisce ormai una "giungla", l'opzione che Max diventi l'uomo mercato del futuro è concreta. Se Mercedes e Ferrari dovessero blindare i propri sedili, il campione potrebbe davvero preferire la libertà delle corse GT alla durezza degli scontri a centro gruppo. Per lui e per la Red Bull, al momento, prospettive poco piacevoli.









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