Brocchi alla Milano Football Week: "In Italia ci sono i giovani talenti, ma la gavetta serve. Mondiale? Dico..."

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Ultimi giorni per la kermesse Gazzetta dedicata al calcio. Ospite anche l'ex allenatore di Milan, Brescia, Monza e Vicenza: "Tutti dicono che la favorita alla vittoria sia la Francia, che ha due squadre, tra titolari e riserve. Ma io ho un affetto smisurato per Ancelotti e..."

Oscar Maresca

13 giugno 2026 (modifica alle 15:17) - MILANO

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Gran finale alla Milano Football Week. A CityLife, ultimo weekend di ospiti speciali. Fino a domenica il quartiere Tre Torri sarà animato dagli incontri con i protagonisti dello sport, gli show, le attività sul campo e un’enorme fan zone aperta a tutti. Questa mattina sul palco è salito Cristian Brocchi, ex allenatore – tra le altre - di Milan, Brescia, Monza e Vicenza. Da giocatore ha vinto tutto con i rossoneri: uno scudetto, due Champions League e pure una Supercoppa Uefa. Da qualche giorno è partito il Mondiale, ancora una volta senza Italia: “Non siamo presenti ed è una ferita aperta - ha detto Brocchi -. Allo stesso tempo spero che i bambini che non abbiano avuto la possibilità di tifare gli azzurri riescano ancora ad appassionarsi al calcio. Nei momenti difficili bisogna avere forza, quando torneranno le gioie sono sicuro che esulteremo ancor di più". Per la Nazionale è la terza esclusione di fila, il cambiamento è necessario: “Nessuno avrebbe mai immaginato tutto questo. Abbiamo avuto un ottimo sorteggio, i giocatori avevano una responsabilità enorme. Ma in campo non erano tranquilli, non si sentivano i più forti. La Bosnia è stata più brava di noi. Non è vero però che non produciamo giovani di talento, basta guardare l’Italia U17 campione d’Europa. Da calciatore ho fatto la gavetta – ricorda Brocchi - come me anche Toni, Vieri, Oddo e tanti altri. Siamo partiti dal basso per ottenere risultati, questo è il percorso che dovrebbero fare tutti”. 

Serie A

Brasile favorito

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L’ex centrocampista ha una favorita per il Mondiale: “Tutti dicono la Francia, che ha due squadre, tra titolari e riserve. Pure i giocatori non convocati sono fenomenali. Ma io spero che vinca il Brasile, perché ho un affetto smisurato per Ancelotti, è stato un allenatore importante per me. Ai verdeoro il successo manca dal 2002, in caso di trionfo Carlo sarebbe anche il primo allenatore straniero a vincere alla guida di una nazionale che non rappresenta il suo Paese”. Quello appena partito è anche il Mondiale degli eterni Messi e Cristiano Ronaldo: “Hanno fatto la storia, sapere che per loro è l’ultima avventura è bello perché significa che ci hanno regalato tanto. Dispiace perché, probabilmente, non abbiamo ancora trovato i loro eredi. Yamal è fortissimo, così come Nico Paz. Magari Mbappé potrebbe prendersi lo scettro, chissà”. La Francia di Deschamps è un’altra nazionale da tenere d’occhio: “In attacco ha troppi talenti. L’allenatore ha sempre delle gerarchie, ma Deschamps dovrà essere bravo a gestire i suoi uomini. Mbappé è un fenomeno, però ha avuto problemi ovunque abbia giocato. Il meglio l’ha sempre dato con la maglia della nazionale. Arriva da una stagione difficile, penso che questo Mondiale per lui possa essere decisivo”. 

Bomber Kane

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Tra Spagna e Germania, Brocchi ha le idee chiare: “La Roja è sicuramente tra le favorite, ma nonostante sia una nazionale fortissima, in partita secca è battibile. La Germania invece è una squadra ostica, a differenza di qualche anno fa ha aumentato la qualità. Per rilanciare il calcio dovremmo fare come loro. Non si sono fermati, sono ripartiti da zero e adesso sono temibilissimi”. Quest’anno, in Europa, nessuno ha segnato più di Kane: 61 gol in 51 partite tra tutte le competizioni. Ora guiderà la sua Inghilterra: “È un giocatore meraviglioso, poco mediatico, se parli con i giovani fanno più fatica a identificarlo come un idolo. Però sa fare la differenza”. Sul Portogallo: “Non ha niente da invidiare alle altre. Qualcuno dice addirittura che potrebbe vincere, penso però che non abbia ancora la giusta consapevolezza. Per trionfare avrebbe avuto bisogno di CR7 con qualche anno in meno”. 

L’insidia Marocco

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Dopo la semifinale in Qatar nel 2022, il Marocco non è più una sorpresa: “Hanno fatto un bel lavoro, ci sono tanti calciatori che giocano all’estero. Hanno aumentato la qualità tecnica. Non saranno una comparsa, il Brasile dovrà stare attento ai gironi”. Il debutto della Seleção sarà proprio contro la formazione di Ouahbi: “Vinicius potrebbe essere determinante. Sarà lui l’uomo in più dei verdeoro. Neymar non sta benissimo fisicamente, ma vuole regalare una gioia alla sua gente in quello che probabilmente è il suo ultimo Mondiale. Ancelotti ha creato un gruppo pronto a dare il massimo per alzare quel trofeo”.

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