La guerra in Medio Oriente e il petrolio in risalita dopo le dichiarazioni del presidente Usa Donald Trump (l'Iran "dovrà pagare il prezzo" per aver impiegato troppo tempo a negoziare un accordo) pesano sulle Borse in Europa e Milano non fa eccezione questa volta, anche se il risiko bancario continua ad attirare l'attenzione degli investitori, prevalgono le prese di profitto.
"Credo che il petrolio, e quindi anche l'Europa, stia prendendo Trump sul serio, ma non alla lettera" commenta un analista di Bnp Paribas Wealth Management e a prevalere è la volatilità. Una seduta in altalena che si è chiusa con l'indice Stoxx Europe 600 pressoché invariato, dopo aver recuperato perdite fino all'1% grazie ai dati sull'inflazione core statunitense di maggio, che ha accelerato meno del previsto.
Solo Londra tiene in positivo (+0,27%), Parigi ha chiuso in calo dello 0,5%, Francoforte dello 0,97% e Milano dello 0,46% con il Ftse Mib tornato sulla soglia dei 50mila punti (50.029).
A Piazza Affari la maglia nera va a Stellantis (-4,3%) e Prysmian (-4,2%). I titoli del risiko bancario si dividono, prese di profitto su Unicredit (-1,35%), Mediobanca (-1,28%), Mps (-0,9%), Intesa Sanpaolo (-0,9%); ancora acquisti su Banco Bpm (+3,7%), Generali (+0,74%), Bper (+0,2%). Bene i titoli dell'energia con Eni (+1,6%), in evidenza anche Lottomatica (+2,6%), Poste (+2,2%) e Tim (+1,8%). Fuori dal listino principale in gran spolvero Tesmec (+9,98%), Juve (+6,48%) e Lazio (+5,13%).
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