Banche e polizze, Unipol al timone di un gruppo da 40 miliardi

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Servirà tempo ma se tutto andrà nel verso giusto entro la fine del 2027, dopo la fusione con Bper, prenderà vita la nuova Banca Monte dei Paschi di... Unipol. A quel punto la compagnia bolognese sarà alla testa di un conglomerato finanziario che già oggi in Borsa vale 43 miliardi di euro e di cui faranno parte la seconda compagnia assicurativa e la seconda banca del Paese.

La mossa del presidente del gruppo di Via Stalingrado, Carlo Cimbri, piace a Piazza Affari, che sta premiando il suo titolo nonostante un aumento di capitale da 2,5 miliardi che, con l'aggiunta di un miliardo in cassa, servirà a finanziare l'acquisto da Intesa di metà della rete di Mps. Gli investitori di solito preferiscono incassare dividendi che finanziare aumenti: se dunque continuano ad acquistare azioni Unipol e Bper - dall'annuncio dell'opas hanno guadagnato rispettivamente l'11% e l'8,5% - è perché riconoscono valore nell'operazione.

Per ora Cimbri aspetterà a bordo campo, tifando per Intesa e la sua opas. I motori verranno accesi una volta che l'offerta andrà in porto: prima della fine dell'anno Unipol realizzerà l'aumento, con le Coop rosse, a cui fa capo circa il 50% del capitale, che si sono impegnate a sottoscriverne la metà.

Le risorse serviranno a rilevare 635 filiali di Mps, che porteranno con sé 2 milioni di clienti, 55 miliardi di raccolta diretta, 42 miliardi di impieghi netti a clientela, ma anche la sede di Rocca Salimbeni e le opere d'arte del Monte, senza la zavorra di crediti deteriorati, rischi legali e accordi assicurativi, lasciando dunque a Unipol la libertà di vendere le proprie polizze anche attraverso la rete Mps.

"Non acquisteremo sportelli ma una banca nel vero senso della parola, con tutte le funzioni bancarie" in grado di generare "un utile compreso tra 400 e 460 milioni" anche restando in Unipol, ha chiarito Cimbri. La destinazione finale del 'compendio Mps' è però in Bper, a cui Unipol lo offrirà nella seconda metà del 2027. Un'operazione che ne blinderà anche gli assetti azionari, attribuendo a Via Stalingrado il controllo di fatto della banca, rinominata Banca Monte dei Paschi.

Unipol, che già dispone del 20% di Bper e di un ulteriore 10% attraverso derivati, fonderà Mps nell'istituto modenese in cambio di un ulteriore 10% del capitale. La fusione, da cui sono attesi almeno 800 milioni di euro di sinergie, si farà solo se Bologna verrà esentata dall'obbligo dell'opa attraverso la procedura del 'whitewash', che richiede l'approvazione dell'assemblea senza il voto di Unipol. Nascerà così il secondo polo bancario del Paese per sportelli alle spalle di Intesa, forte di una rete di oltre 2.600 filiali, circa 170 miliardi di impieghi e 225 miliardi di raccolta.

L'utile pro-forma della nuova banca, che consoliderà il suo primato in Lombardia e farà un salto dimensionale in Toscana e Veneto, è stimato in 3,4 miliardi, dai 2,4 miliardi di Bper del 2025, quello di Unipol salirà da 1,5 a oltre 2 miliardi, con dividendi crescenti per entrambe.

Intermonte ha definito la mossa di Cimbri "un grande modo" di utilizzare il capitale in eccesso acquisendo "asset bancari strategici a multipli ragionevoli". Anche Deutsche Bank colloca Bper tra i "vincitori" del risiko, rimarcando le "condizioni vantaggiose" a cui acquisirà gli sportelli del Monte. Non si festeggia invece a Siena e in Toscana, dove lo smembramento in due dell'istituto più antico al mondo agita la politica, le istituzioni e i sindacati. Cimbri ha escluso "soluzioni traumatiche" per i dipendenti senza dare numeri su eventuali esuberi.    

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