Bologna-Italiano, il futuro è adesso: "Ci diremo tutto"

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Sul tavolo domande, richieste e cessioni. Con vari punti interrogativi a cui rispondere. Chi andrà via? Quali sono gli obiettivi? Uno sicuramente sarà tornare competitivi e provare a tornare in Europa l'anno prossimo

Matteo Dalla Vite

Giornalista

12 maggio - 18:10 - BOLOGNA

Nessuna “poker face”. Perché nel summit fra società e tecnico “ci diremo tutto” ha anticipato Vincenzo Italiano. L’incontro andrà in scena nelle prossime ore, con tutto da definire anche se la forte fiducia reciproca esiste e lotta con loro. Fretta? Non ancora, anche perché - pur se molto molto improbabile - l’idea di un settimo posto rimane sempre incredibilmente viva. Difficile ma viva, considerando che domenica c’è Atalanta-Bologna. Il resto sarà sul tavolo a breve.

la domanda

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Italiano e il Bologna andranno avanti insieme? Se si guarda al contratto (2027) sì, ma i temi sono altri e legati alle garanzie di poter avere una squadra competitiva anche per l’anno prossimo. E che torni in Europa subito. Il tecnico chiede questo al netto di cessioni che non saranno poche e la società ha la volontà di mantenere l’asticella alta. “L’anno prossimo non ci saranno le coppe - aveva detto Italiano prima della gara vinta contro il Napoli - e bisognerà cambiare la programmazione: senza questo impegno bisognerà sedersi a tavolino per arrivare ad essere competitivi e tornare in Europa”. Richiesta chiara.

la carta

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Italiano ha la forza di chi ha riportato un trofeo dopo 51 anni a Bologna (la Coppa Italia, quasi un anno fa), di chi ha sfiorato la testa della classifica per due ore dopo la vittoria di Udine a novembre (oggi sono ben nove le vittorie in trasferta in A), di chi è arrivato ai quarti di Europa League perdendo poi contro gli “alieni” dell’Aston Villa e che ha vinto due gare non banali, a Roma (3-4 proprio in Europa) e a Napoli ieri sera (quinta vittoria in 8 gare al Maradona…), Napoli battuto anche all’andata. Tutte carte pesanti sul tavolo che si contrappongono a quei due mesi in cui il suo Bologna ha perso aderenza coi vagoni della Business Class ma anche per via di infortuni pesantissimi, da Skorupski a Bernardeschi a Freuler, fuori per due-tre mesi. Italiano ha carte forti, oltre al fatto che il suo nome è tornato a rimbalzare fra le “big”.

alla gasp

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Dice: se chiama una big, Italiano va? Banale dirlo. Troppo banale, al netto - poi - della chiamata o meno. “A Bologna ogni aspetto ha un livello top” ha detto più volte il tecnico. La società non vuole perderlo, sa di voler e poter aprire un ciclo con lui, una sorta di “gasperizzazione” alla bolognese, un arco temporale alla Gasperini atalantino insomma, magari anche più corto ma fatto di continuità tecnica e programmatica. Il Bologna vuole tenerlo insomma. Ed è convinto di poterlo fare. 

Scadenza e Rowe

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 Ma il Bologna deve convincerlo con pezzi pregiati per le cessioni che verranno, tre pesanti probabilmente e con dentro il punto interrogativo legato al diamante Rowe. Ecco: mettiamo che escano Lucumi (90%), Freuler (80%) e Rowe (la Premier ha il mirino bello puntato), come sostituirli? C’è un dato che fa stare tranquillo Italiano: ceduti Calafiori e Zirkzee, il Bologna ha vinto la Coppa Italia; ceduto Ndoye ha trovato proprio Rowe. Il mercato, a Bologna, lo sanno fare: per questo, oggi, Italiano sa che potrebbe fare come a Firenze, ovvero andare a scadenza nel 2027 e poi vedere dove sarà. Se in Coppa o no. E quindi se le promesse, sue e del club, avranno avuto lo “sfogo” europeo che accomuna le parti in causa. Insomma, tutto in gioco e nessuna faccia da poker: ma Italiano che resta a Bologna, oggi, non è utopia.

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