L'ex sciatore, medaglia d'oro nel 2010, sulla discesa libera di oggi: "Tra i miei cinque favoriti ci sono Casse e Franzoni". Su Lindsey Vonn: “Quello che sta facendo è incredibile, faccio il tifo per lei"
Dai nostri inviati Andrea Fanì e Marisa Poli
7 febbraio - 08:23 - BORMIO
Un’infanzia nei boschi senza acqua corrente e luce, una scintillante carriera sugli sci, una personalità frizzante, un’icona rimasta nella memoria di molti, ben oltre i confini del suo sport. È Bode Miller, campione americano con sei medaglie olimpiche (oro in combinata nel 2010), 5 medaglie mondiali (oro in gigante e combinata 2003, discesa e superG 2005), 33 successi in CdM e le Coppe generali 2005 e 2008. Cresciuto nei boschi di Franconia (New Hampshire, Usa) in una casa mobile senza acqua corrente e luce elettrica, Bode ha iniziato a sciare da piccolissimo nei pendii del nordest americano; è stata la madre a occuparsi dell’istruzione di base sua e dei suoi tre fratelli, è stato il destino a indicargli la strada delle gare di sci. Tremendamente veloce, forza fisica bestiale, tecnica efficace come poche nell’era delle sciancrature e delle prime pieghe folli, con gli sciatori sdraiati sulla neve. Oggi vive felice con la moglie Morgan e i sette figli (sarebbero otto se la piccola Emeline non fosse annegata in piscina nel 2018), con impegni di ogni tipo: è testimonial di vari brand e ha creato un proprio marchio di sci.
Bode, si parte subito con la gara più spettacolare, la discesa: il suo pronostico?
“Mmm, la discesa è sempre difficile da prevedere, perché la velocità, le pendenze, i salti e le disconnessioni in pista possono cambiare continuamente. Però… se devo scegliere cinque favoriti vi dico: Mattia Casse, Franjo Von Allmen, Ryan Cochran-Siegle, Marco Odermatt e Giovanni Franzoni”.
Lo sa che per molti la Stelvio di Bormio vuol dire soprattutto Bode Miller che la cavalca in discesa su uno sci solo? Era il 3 febbraio 2005…
“Eh eh eh… Sì lo ricordo bene, la discesa per la combinata, perdo uno sci all’atterraggio del primo salto. Ero un po’ arrabbiato all’inizio per l’errore che mi aveva fatto perdere lo sci, però poi più andavo avanti e più mi sentivo a mio agio e mi sono proprio goduto la sfida con la pista, la difficoltà di farlo”.
Lei ha vinto a Bormio tre volte, di cui due ai Mondiali 2005 e una in Coppa del Mondo. Qual è il successo cui è più legato?
“Direi la discesa dei Mondiali. Fu una gara tiratissima e per vincere presi diversi rischi. Dentro di me sapevo che non ero il favorito unico, e quel giorno in tanti sciammo ad altissimo livello. Quindi prendersi l’oro fu davvero un’emozione splendida”.
Tornando alla discesa olimpica, Odermatt parte da numero 1 dei pronostici. Lei cosa pensa di Marco? Crede possa centrare l’impresa di conquistare quattro medaglie nella stessa edizione dei Giochi?
“Marco in questi anni è stato impressionante sugli sci, e sono sicuro che possa crescere ancora. Credo sarebbe straordinario per lui vincere quattro medaglie, e non ho dubbi che possa riuscirci. Come ho detto, è difficile vincere in Coppa del Mondo e ancor più vincere una gara olimpica, ma se c’è uno che può farcela, beh, quello è Odermatt”.
Azzarda previsioni sulle altre gare maschili?
“Mah, non credo di poter dare pronostici efficaci sulle altre gare, ma in generale penso che i favoriti sulle specialità tecniche siano i soliti, è difficile che vengano fuori sorprese in gigante e slalom fuori dai big. Le gare tecniche di solito vanno ‘lisce’, solo la discesa fa eccezione”.
Lindsey Vonn si è fatta male di nuovo ai legamenti: lei pensa possa gareggiare e vincere ugualmente?
“Io penso che quello che Lindsey sta facendo è incredibile e faccio il tifo per lei. È stato spaventoso vedere il suo infortunio ma non mi sorprende che non abbia mollato, lei è una tosta esattamente come la descrivono”.
Vonn e Shiffrin saranno insieme nella combinata a squadre? Non sono molto “amiche”…
“Mah, dei loro rapporti personali non so molto sinceramente, ma sono entrambe due ragazze in gamba e soprattutto due delle più grandi sciatrici della storia. Per cui immagino che insieme farebbero qualcosa di grandioso”.
Lei è stato un campione fuori dagli schemi, molti ricordano ancora le feste a Bormio e l’aria frizzante che si respirava. Oggi sembra tutto un po’ più affettato, schematico: Bode Miller come si troverebbe nello sci di oggi?
“Ah ah ah, beh, a Bormio ho vissuto momenti fantastici anche fuori dalle piste… Penso ci sia ancora spazio per sciatori un po’ pazzi come me, ma lo sci come lavoro presuppone scelte personali quotidiane e non penso ci sia una maniera giusta o sbagliata di farlo. Ognuno è come si sente di essere”.
Lei è cresciuto in una famiglia particolare, molto a contatto con la natura, vivendo in una casa mobile. Ha letto la storia della famiglia britannica che è venuta a vivere in Italia e i bambini sono stati portati in una comunità protetta perché non crescevano secondo i canoni generali?
“Io amo il modo in cui sono cresciuto, penso mi abbia dato molta forza, molta determinazione. Adesso cresco i miei figli in modo più ‘normale’, però gli sto anche dando la possibilità di imparare alcune delle lezioni che io ho imparato da bambino. In generale però io penso che il mondo nel quale viviamo oggi abbia un grosso problema, troppe persone e troppi governi calpestano troppo spesso diverse libertà personali”.
Lei è molto legato all’Italia e al Trentino soprattutto, di cui è stato anche testimonial. Verrà nel nostro Paese per i Giochi, magari per qualche giorno di sci? A proposito, la sua famiglia scia?
“Amo l’Italia e ho un sacco di amici in Trentino, ma non mi resta tanto tempo per tornare da quelle parti, in effetti. Sono stato molto impegnato in questo periodo ma.. sì, sciamo tutti il più possibile ogni volta che possiamo”.











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