Binge-watching e salute: perché guardare troppe serie tv la sera fa male

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La luce blu degli schermi non è il solo problema: il binge attiva un meccanismo psicologico che tiene il cervello sveglio, anche dopo aver spento la tv

Eugenio Spagnuolo

4 aprile - 17:07 - MILANO

Succede quasi ogni sera. Si inizia con "ancora un episodio" e si finisce a mezzanotte passata, gli occhi fissi sullo schermo e il sonno sparito. È un'abitudine entrata così profondamente nelle nostre routine serali da sembrare innocua. Non lo è, almeno non del tutto: secondo una ricerca (citata da Newsweek) il 61 per cento degli adulti fa binge-watching con regolarità, con sessioni medie di tre-quattro ore spesso a ridosso di quando si va a letto, e la pratica è sempre più collegata a disturbi del sonno diffusi e documentati. Il primo problema è fisico e ha a che fare con la luce. Gli schermi emettono luce blu e il cervello non la distingue da quella naturale: riceve il segnale che è ancora giorno e frena la produzione di melatonina, l'ormone che regola il ciclo sonno-veglia. L'esposizione entro due ore dal momento in cui si va a letto sopprime quella produzione fino al 50 per cento, rendendo molto più difficile addormentarsi. Più si guarda tardi, più l'effetto è pronunciato. 

Stress da finale

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Ma c'è un secondo meccanismo, meno ovvio e forse più insidioso. Non è solo la luce il problema: è quello che si guarda. I finali a cliffhanger sono costruiti per mantenere alta la tensione emotiva. Le trame drammatiche attivano risposte da stress, alzano il cortisolo, generano un coinvolgimento psicologico che non si spegne con il telecomando. I ricercatori del sonno chiamano questo stato "arousal cognitivo": il cervello rimane attivo e allerta quando dovrebbe prepararsi al riposo. Uno studio pubblicato sul Journal of Clinical Sleep Medicine, riportato da Newsweek, ha rilevato che chi fa binge-watching riferisce livelli più alti di fatica, peggiore qualità del sonno e più sintomi di insonnia rispetto a chi guarda episodi singoli. La differenza non sta nella quantità di ore trascorse davanti allo schermo in assoluto, ma nella concentrazione serale e nell'intensità emotiva dei contenuti. 

Binge watching la sera? Il sonno ci rimette

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Le conseguenze immediate sono quelle che conosciamo per esperienza: difficoltà ad addormentarsi, risvegli notturni, stanchezza il giorno dopo, irritabilità, calo della concentrazione. La privazione di sonno compromette anche la risposta immunitaria e altera gli ormoni della fame, con effetti sul peso. E sul lungo periodo è associata a un rischio aumentato di ipertensione e malattie cardiovascolari, a disfunzioni metaboliche che favoriscono il diabete, e a un declino cognitivo più accelerato, con un'associazione tra problemi di sonno prolungati e rischio di demenza. Sono correlazioni, non causalità dimostrate in modo definitivo, ma la catena è sufficientemente documentata.

C'è poi un aspetto da non sottovalutare. Per molte persone il binge-watching serale non è semplice intrattenimento ma una strategia per gestire l'ansia o lo stress: usare la TV come unico modo per rilassarsi, o per evitare pensieri ansiosi, significa che il problema sottostante resta intatto. Le piattaforme di streaming hanno introdotto funzioni per limitare la riproduzione automatica e promemoria sul tempo di visione, ma il loro modello di business — come ricorda Newsweek — continua a incentivare la permanenza più lunga possibile davanti allo schermo e la struttura narrativa delle serie, con i cliffhanger finali di ogni episodio, è progettata esattamente per rendere difficile fermarsi.

Che fare? 

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Gli esperti suggeriscono di smettere di guardare la TV almeno due ore prima di andare a letto, per dare al cervello il tempo di abbassare i livelli di cortisolo e alla melatonina di salire. Ridurre la luminosità dello schermo la sera e abilitare i filtri per la luce blu sui dispositivi aiuta, ma non compensa il problema dell'attivazione psicologica. Su questo fronte conta anche la scelta dei contenuti: serie ad alta tensione emotiva la sera aggravano l'arousal cognitivo, mentre qualcosa di meno coinvolgente riduce lo stimolo. Stabilire un limite di episodi a sessione — uno, al massimo due — è più efficace dei filtri tecnici, perché interviene sulla causa invece che sull'effetto. Per chi usa la televisione per addormentarsi o per tenere a bada l'ansia, il suggerimento è valutare se il problema non sia quello, più che il desiderio di evasione

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