Bielsa disse che per lui sarebbe morto... Si ritira Payet, un genio ribelle frenato dal carattere

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 Dimitri Payet of Marseille warms up prior to the UEFA Conference League Semi Final Leg One match between Feyenoord and Olympique Marseille at De Kuip on April 28, 2022 in Rotterdam, Netherlands. (Photo by Lars Baron/Getty Images)

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Il trequartista è stato uno degli esponenti della classe ‘87, un’annata maledetta per il calcio francese. Talento incontenibile ma rovinato dal carattere. Al West Ham finì sotto scorta dopo un litigio con i tifosi

Lorenzo Cascini

Giornalista

25 marzo - 20:52 - MILANO

Ci sono opere d’arte che assumono un valore diverso proprio perché incompiute. Lasciano all’immaginazione quel che poteva essere e non è stato. Ecco, Dimitri Payet dall’Isola della Reunion ti fa quell’effetto lì: un anarchico, un ribelle del pallone, uno che ha sempre voluto sguazzare controcorrente. La normalità non ha mai fatto per lui e chiunque ha provato a rinchiuderlo in schemi e dettami tattici ne è spesso uscito a mani vuote. Da un paio di giorni di ha detto basta col calcio giocato, portando via con sé una scia di rimpianti e di "ma ti ricordi quanto era forte questo?". Già. Poteva diventare un campione, ma il suo carattere non è mai stato all’altezza del suo talento. Incontenibile. Uno di quelli che si accendeva a sprazzi, che se i pianeti era allineati non ce n'era per nessuno, ma che quando non era in giornata era fastidioso, irriverente e soprattutto svogliato al massimo. Payet è stato uno delle classe del ‘87 - un’annata maledetta per il calcio francese - uno destinato a perdersi nel limbo delle occasioni sprecate a causa di un carattere ingestibile, nel pieno rispetto della narrazione dell’uomo contro.

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