Il sindaco di Como: "Faremo di tutto per portare la Champions al Sinigaglia"

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Alessandro Rapinese: "Chi è quel cretino che vorrebbe far perdere una tale opportunità alla propria comunità?E poi penseremo a rifare lo stadio tutto nuovo. Con Suwarso e il Como si lavora molto bene. Ogni volta che ci siamo incrociati, in cinque minuti siamo arrivati al punto"

25 marzo - 21:25 - CANTù (CO) 

“Qui tutti a como vogliono sentire la musichetta della Champions. Quindi la risposta è sì, faremo di tutto e di più per poter giocare eventi importanti al Sinigaglia. E poi penseremo a rifarlo tutto nuovo”. Parla con serenità e sicurezza Alessandro Rapinese, sindaco di Como, special guest della puntata itinerante di ÉSport Como, il primo video magazine dedicato allo sport comasco. 

Parametri Uefa

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“Partiamo dicendo subito che, anche se me ne vergogno, sono scaramantico”, ha cominciato il sindaco “e di Champions non ne voglio nemmeno sentire parlare. Sicuramente però posso affermare che con Suwarso e il Como 1907 si lavora molto bene. Ogni volta che ci siamo incrociati, in cinque minuti siamo arrivati al punto. Ho la fortuna di avere a che fare con persone serie, di parola, affidabili e non so quante società nel mondo del calcio abbiano queste qualità. Scaramanzia a parte, per capire quanto Alessandro Rapinese voglia che il Sinigaglia sia pronto per ospitare “eventi importanti”, dovete provare ad immedesimarvi in un sindaco di una città grande come un piccolo quartiere di Roma che ha l'opportunità, nel corso del proprio mandato, di sentire rimbombare le onde sonore della base musicale di Zadok il sacerdote, inno della Champions, nella cassa acustica del proprio lago fino a raggiungere le colline che vi si affacciano. Propagandosi ovunque. Chi è quel cretino che vorrebbe far perdere una tale opportunità alla propria comunità? Quindi la risposta è sì, faremo di tutto e di più per poter giocare ‘eventi importanti’ al Sinigaglia. Poi ci sono una serie di aspetti, e parlo delle normative Uefa. Dobbiamo allargare il campo di due metri ma quello non è un problema, così come spostare l’accesso al terreno di gioco. Poi altre cose in cui la Uefa è rigorosa, come gli spazi per le attività dei media. Capitolo parcheggi: ci devono essere 150 posti auto, ma noi abbiamo in mano la città… nel senso che dal punto di vista pratico questo è un problema facilmente risolvibile. Ricapitolando, siamo sicuramente orientati a portare avanti tutto questo”. 

Tempistica

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“Dal punto di vista del progetto e dei tempi”, ha spiegato Rapinese, “io sono un pubblico ufficiale e non posso entrare nei dettagli di una procedura che comunque riguarda un soggetto privato, nostro concessionario. Ci sono delle autorizzazioni che devono essere richieste evidentemente, ma posso dire che noi siamo stati molto previdenti. Nell'ambito di quelli che sono i permessi che ci potrebbero essere richiesti, che ci sarebbero potuti essere richiesti. 
Ci siamo, mettiamola così, mossi per tempo. Ci siamo preparati alla guerra per vivere in pace. Quindi ricapitoliamo, il campo non è un problema, siamo i proprietari e non abbiamo bisogno di nessuno per allargarlo di due metri. Per quanto riguarda l'opera di sostituzione della curva, c'è sicuramente un'autorizzazione da richiedere a un ente superiore, la Soprintendenza, ma abbiamo verificato quelli che possono essere i parametri e anche questo non mi preoccupa. I 150 posti auto anche non sono un problema… quindi vediamo cosa c'è ancora che mi deve preoccupare… Ah, ecco Atalanta, Roma, Juve, le squadre che lottano con noi per andare in Champions mi devono preoccupare. Scherzi a parte, abbiamo fatto già tanto, siamo partiti da 4999 posti di uno stadio che era in condizioni pietose e guardate dove siamo oggi”. 

Nuovo stadio

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“Diverso il discorso sullo stadio nuovo”, ha concluso il sindaco. “Ma la risposta è sempre quella, sì siamo allineati sulla volontà di farlo. Sappiamo quello che è successo a Milano o a Parma, stadio nuovo sì, stadio nuovo no, in centro, fuori… Con il club siamo stati subito d’accordo, fin dal primo istante che è arrivato prima Wise poi Suwarso. Devono fare il piano economico finanziario e definitivo in relazione a quelle che sono state le osservazioni della Soprintendenza anche in termini di volumi, appena ci danno il piano economico finanziario si parte. Questa sera quando andrò a casa mi spoglierò, farò la doccia, metterò il pigiama e andrò a dormire e domattina, con la stessa naturalezza, se mi arriva il piano economico finanziario lo approvo. Quello che voglio dire è che non ho nessun dubbio e sono sereno. È una cosa che va fatta. La risposta è “sì”, punto. E, dopo il pigiama… un bel ‘buonanotte’ ai gufi e si spegne la luce”.

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