Sinner ha ritrovato condizione e morale. D'altronde si sa, vincere aiuta a vincere. Ora sta bene ed è pronto a viversi una primavera da protagonista assoluto, a cominciare da Miami
Il tifoso prende la sconfitta del proprio idolo quasi come un’offesa personale: appena Sinner, che ha viziato il popolo tennistico, perde una partita, scatta la tragedia. A volte ci si dimentica che Jannik vuole sempre vincere ma lui stesso sa bene che anche ai più grandi è accaduto di confrontarsi con la sconfitta. Giocatori di questi livelli che giocano 17 tornei all’anno ne vincono in media 6 o 7, quindi è matematico che le altre dieci volte perdano. È questo il calcolo che bisogna fare. Era prevedibile che, superati i postumi del virus che non gli aveva permesso di essere al top a Melbourne e Doha, Jannik sarebbe tornato sui suoi livelli.
IN CRESCITA
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In questo tennis, se non sei fisicamente al 100% sei vulnerabile. Sapevamo che la fase di avvicinamento a Indian Wells si era svolta senza intoppi e, partita dopo partita, la sua condizione è cresciuta e con essa anche la sicurezza. Anche nel turno con Fonseca, quando ha dovuto annullare tre set point nel primo set, guardando in faccia Jannik si notava un’espressione sicura come a dire "Tranquilli, è tutto sotto controllo". La poker face che non lascia trasparire le emozioni può sembrare illeggibile eppure, per chi lo conosce bene era chiaro che anche nei momenti più tesi della partita contro Daniil Medvedev stesse bene.
SICUREZZA JANNIK
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Quando la sfida è diventata tosta e dura e si lottava punto a punto, quando si è capito che il cuore avrebbe avuto un ruolo importante, guardare l’espressione e il body language di Sinner mi ha dato sicurezza, perché se c’è da mettere in campo testa e cuore, lui c’è sempre. E quando sta così, anche se il campo e le condizioni non sono ideali, è in grado comunque di piegarli al suo volere. Anche a lui non aver vinto ancora niente a metà marzo pesava, la fiducia è una componente importante, ti fa partire da 15-0. Qui invece partiva da 0-0. A Miami mi aspetto che sia protagonista come gli altri azzurri nei primi 20. La primavera azzurra bussa alla porta.









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