Bertagnolli chiude l'edizione dei record per l'Italia: bilancio super per le Paralimpiadi

2 ore fa 1

Quarto posto nel medagliere, polverizzato ogni record di medaglie. Quella dei XIV Giochi Paralimpici invernali è stata una spedizione trionfale per gli azzurri

Simone Corbetta

15 marzo - 18:46 - MILANO

Un’edizione straordinaria, questa di Milano Cortina 2026, per la spedizione italiana ai XIV Giochi Paralimpici invernali. Nella giornata conclusiva si arricchisce ancora il palmares azzurro con due medaglie pesanti: l’oro di Giacomo Bertagnolli nello slalom (visual impaired) e il bronzo nella 20 chilometri di fondo (sitting) per Giuseppe Romele. Quarti nel medagliere, dopo Cina, Stati Uniti e Russia, un risultato mai ottenuto in precedenza, considerando che al massimo ci si era piazzati decimi. 

l'edizione dei record

—  

Polverizzato qualsiasi record, sia di numero totale di medaglie, 16 (a Lillehammer 1994 furono 13) che di ori, 7 (a Innsbruck ’88, Nagano ’98, Salt Lake 2002 arrivammo a 3), andando a scrivere una nuova bellissima pagina di storia dello sport. Ci confermiamo assoluti protagonisti nello sci alpino, con ben 12 medaglie conquistate da 4 atleti, ma i risultati ottenuti mostrano una squadra molto competitiva sulla neve anche nello sci di fondo, dove Romele è una conferma (nonostante la riclassificazione a LW11.5) e nella nuova disciplina introdotta ai Giochi, lo snowboard, dalla quale arrivano tre medaglie d’oro grazie a uno straordinario Emanuel Perathoner e a Jacopo Luchini. Sul ghiaccio merita una menzione speciale la squadra di para ice hockey, la “Dahu” - uno stambecco mitologico con le zampe asimmetriche, come amano definirsi, (circa una trentina di tesserati) - che ieri ha battuto la Germania per 5-2 confermandosi al quinto posto come 4 anni fa a Pechino. Nel curling si è lottato su ogni stone, sia nel doppio misto che a squadre miste, caricati dell’affetto e della passione del pubblico allo stadio del ghiaccio di Cortina. Ma i record di questi Giochi non sono finiti. Giacomo Bertagnolli e la sua guida Andrea Ravelli, per tutti Jack e Ryan, hanno vinto 5 medaglie in 5 gare (13 totali in 3 edizioni dei Giochi), una per disciplina, obiettivo cercato e voluto. E dire che la mattinata non era iniziata bene alle Tofane, vista la copiosa nevicata di questa notte, con conseguente nebbia, che ha dato non pochi problemi agli atleti. Giacomo aveva anche un ginocchio acciaccato, ma nulla si è potuto frapporre fra lui e l’oro:”Lo avevo promesso ieri che oggi sarei sceso per l'oro, e le promesse vanno mantenute. È un fattore di testa, ho un dolore al ginocchio abbastanza forte, ma se vuoi qualcosa e la testa va forte, il risultato vai a prenderlo”. La resilienza di Beppe Romele: “Oggi è stato molto faticoso, ma per me questo è un bronzo che vale più di un oro”. C’è anche la nota dolente di Federico Pelizzari, lanciatissimo verso il podio nello slalom standing, tradito da uno sci che si è inspiegabilmente staccato.

la soddisfazione

—  

Soddisfatto il Presidente CIP De Sanctis:”16 medaglie, un qualcosa di inimmaginabile che ci colloca nel gotha dello sport paralimpico invernale. La soddisfazione viene maggiormente accentuata dal fatto che il comitato organizzatore è italiano. Di più non potevamo pretendere, con 7 atleti a medaglia rispetto ai soliti 3, con moltissimi quarti posti. Non posso che essere soddisfatto”. Appare evidente che i Giochi in casa danno una marcia in più alla nazione ospitante. Una forza speciale difficilmente spiegabile, con la speranza che poi questa eredità sportiva e agonistica si riesca a mantenere e che molti ragazzi e persone con disabilità inizino a fare sport, anche vedendo questi favolosi campioni.

Leggi l’intero articolo