Dopo l'ottima prima stagione in rossoblù, Federico ha deciso di restare: "Bologna mi ha dato tanto. La Nazionale? Normalissimo che l’azzurro sia sempre nei pensieri di un giocatore"
17 luglio - 22:59 - VALLES (BOLZANO)
Un altro anno. E dopo aver dimostrato che qui - ancora qui, in Serie A - ci può stare eccome. Il numero 10 viene accolto da trenta tifosi e fa la prima chiacchierata dell’anno: si chiama Federico Bernardeschi ed è stata la scommessa vinta dal Bologna, quella che è andata strabene (anche per merito suo) a differenza di quella targata-Immobile (finita nel gennaio 2026). Secondo anno a Bologna, nella sua prima stagione ha realizzato 4 gol in campionato e 5 in Europa League oltre a due assist e giocate belle, fini, anche decisive. Oggi è un multitasking: Domenico Tedesco lo sta utilizzando anche mezzala, ma con vista sulla trequarti e la porta altrui. "L’obiettivo? Visto il cammino fatto in questi anni e anche l’anno scorso, beh, il Bologna deve tornare in Europa. Pensare alla nazionale? Prima si lavora per il club poi è normalissimo che l’azzurro sia sempre nei pensieri di un giocatore".
rinnovo
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Berna si è inserito a tal punto a Bologna che nonostante alcune richieste non c’è stata storia. "Di questa città mi ha colpito l’affetto - riprende il numero dieci -. Se quella della passata stagione è stata una rivincita per tutto lo scetticismo che c’era sul mio ritorno in Italia? Se c’è stata, beh, solo con me stesso. Se ho avuto richieste da altre squadre? Ci sono state, qualcosa è emerso ma io ho scelto di restare qui perché sto bene, perché il Bologna mi ha dato tanto e il senso di riconoscenza non lo metto mai in secondo piano. Se penso ad allungare anche il contratto (in scadenza nel 2027, ndr.)? Il pensiero di proseguire ulteriormente oltre a questa annata c’è, ma ora serve pensare al campo, a suo tempo ne parleremo con la società". Pratico Berna. E mai scontato.
nazionale e orsolini
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Mezzala, dicevamo. "Tedesco mi ha chiesto questa variante, io ho detto 'Proviamo' e per ora andiamo avanti in questo modo: il mio compito, oggi, è da mezzala che sfocia nella trequarti, con ovvia idea di riconquista palla nel momento in cui la perdiamo. Tedesco vuole che molto passi dal centro del campo per poi sfogare il gioco sugli esterni, fa un bel calcio, offensivo, a livello aerobico stiamo lavorando tanto ma rispetto allo scorso anno nella prossima stagione dovremo riprenderci... casa. Quando arrivai c’era un Bologna che faceva del Dall’Ara la propria certezza e l’anno scorso ne abbiamo perse troppe in casa e pure facilmente: vero che poi abbiamo fatto tante vittorie fuori, ma diciamo che dovremo tornare ad essere fortissimi in casa". Poi, un pensiero sulla Nazionale non qualificatasi per il Mondiale: lui può esprimersi eccome, essendo un campione d’Europa. "Vivendola da fuori posso essermi fatto solo un’idea - conclude Fede -, ma di certo il gruppo c’era e credo che il peso di dover andare ai Mondiali per forza e delle ferite precedenti, vuoi o non vuoi, nella testa pesa". E Orsolini? "E’ sereno, io e lui abbiamo un rapporto bellissimo ed è fondamentale per il Bologna. Queste cose succedono, bisogna avere pazienza: quando due persone si vogliono, beh, prima o poi si congiungono".








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