Baseball: l'Italia dei paisà è da leggenda, a Houston battuti i prof Usa

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 E' l'anno delle 'prime volte'. Dalla partecipazione al mondiale di cricket, alla vittoria sull'Inghilterra nel Sei Nazioni di rugby, adesso tocca al baseball ridare smalto all'azzurro, altrimenti scolorito dalle sofferenze del pallone. A Houston l'Italia dei paisà - visti i numerosi italo-americani in squadra - ha battuto gli Stati Uniti 8-6 e certificato di poter giocare alla pari con i maestri.

E' successo in una partita del World Baseball Classic, torneo a inviti che riunisce le migliori nazionali del mondo e sostituisce la Baseball World Cup, tenutasi l'ultima volta nel 2011. Non é stata la prima vittoria contro gli Usa, ma mai l'Italia aveva sconfitto gli americani che schieravano tutti giocatori professionisti della major league, e mai a questo livello.

Il segnale di un movimento in forte ascesa, come aveva già testimoniato l'argento conquistato l'anno scorso nella finale dell'Europeo, persa con l'Olanda. Alla presenza dell'ambasciatore degli Stati Uniti in Italia, Tilman J. Fertitta, originario di Houston e ospite degli azzurri al Daikin Park, e del Console Mauro Lorenzini, la squadra di Francisco Cervelli é stata capace di andare in vantaggio 8-0, trascinata dai lanci di Michael Lorenzen e dai fuoricampo di Kyle Teel, Sam Antonacci e Jac Caglianone, e poi contenere la poderosa rimonta dei quotatissimi avversari. 

Primi ed imbattuti nel pool B, nella notte gli azzurri affronteranno il Messico nell'ultima sfida della fase a gironi per accedere a quella ad eliminazione diretta (diretta su Rai Sport e Sky Sport). "Probabilmente questo è uno dei giorni più belli della mia vita - ha commentato Cervelli, venezuelano naturalizzato - Sono orgoglioso dei miei ragazzi. Abbiamo messo l'Italia nel mappamondo e tutti dovrebbero vedere ciò che hanno fatto. Attaccare, attaccare, attaccare, senza paura" e battere gli Usa: "Può succedere. E' possibile". Si può fare, superare un lineup di fuoriclasse, regalandosi un risultato indimenticabile. "Avere battuto gli Stati Uniti significa tutto. Faccio questo lavoro da un anno, e non solo qui al WBC, ma anche in Italia, ho dovuto convincere la gente che possiamo fare cose speciali. Festeggiare? Domani, ora torniamo in albergo e cominciamo a pensare al Messico perché ci attende una partita difficilissima".

Sui social é un tripudio di video e commenti su questo gruppo composto in gran parte da americani di origine italiana, come Gaglianone, esterno destro dei Kansas City Royals, Sam Antonacci, nell'orbita dei Chicago White Sox, e Zach Dezenzo, interno degli Houston Astros. Ma anche da diversi protagonisti del campionato italiano, come Gabriele Quattrini (Macerata) e Alberto Mineo, ricevitore e capitano, punto fermo del Parma. Tra chi si felicita per il successo e, rassegnato, ammette: "Per come andiamo nel calcio... dovremo imparare le regole del baseball", e chi resta scettico, colpisce la passione per questo sport che trapela, unita alla fierezza delle proprie origini: dalla macchina per farsi un caffè espresso esibita in panchina, alla gestualità manifestata in campo, come a sottolineare: "Sono italiano, avevate qualche dubbio solo perché gioco a baseball?".  

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