Euroderby con la Roma, ci siamo. Italiano: "La crisi in casa del Bologna? Per me è inspiegabile"

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Il tecnico dei rossoblù su Malen: "Un pericolo enorme e si vede che è felice della scelta che ha fatto. Speravo in un sorteggio diverso, la prima partita va fatta e interpretata bene per poi giocarsi tutto al ritorno"

Matteo Dalla Vite

Giornalista

11 marzo - 16:22 - BOLOGNA

L’ultima occasione. Vincenzo Italiano e tutto il Bologna sanno perfettamente che ogni senso della stagione, considerando la posizione in campionato, passa da questa Europa League, dall’euroderby che nessuno avrebbe voluto ma col quale tutti devono avere a che fare. Volenti o nolenti. Il Bologna ritrova da avversario Malen, l’olandese impietoso (“In alcuni movimenti si vede che Gasp lo ha educato, è velocissimo ad attaccare la profondità, è un pericolo enorme e si vede che è felice della scelta che ha fatto” dice Italiano) che i rossoblù incontrarono nella loro ultima sconfitta europea: era il 25 settembre 2025, Aston Villa-Bologna 1-0 e da quel giorno il Gruppo Italiano non ha perso più. Per contro, da inizio dicembre il Bologna - nei 5 campionati top - è la squadra che ha perso di più al Dall’Ara: sette gare su nove. Un dato stordente e clamoroso che farà felice la Roma. “Arriviamo a questa gara come chi voleva evitare quel ko col Verona - dice Italiano -, ma bisogna archiviare perché c’è la Roma coi tanti pregi e ben sapendo che dovremo trovare anche i suoi difettucci. Partita tosta, difficile: speravo in sorteggio diverso per il percorso che potevamo fare fino in fondo entrambe. Giocare il ritorno in trasferta? Non ci penso… Perché il Dall’Ara adesso fa paura più al Bologna che agli altri? È inspiegabile: alcune le abbiamo perse meritatamente, sono annate che girano in questo modo. Da qui alla fine ne abbiamo ancora tante e cercheremo di fare bene, ma l'attenzione, la voglia, il sudare la maglia i ragazzi non le fanno mai mancare. Ma dobbiamo rimediare le disattenzioni, questo è certo. Serve la partita quasi perfetta”.

Castro o Dallinga?

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Il dubbio è sempre lo stesso, in attacco: Castro o Dallinga? Per l’argentino sarebbe l’ottava gara di fila da titolare, cosa assolutamente fuori dai canoni di Italiano abituato a fare turnover massicci da una partita all’altra. “Dobbiamo avere la forza di superare un ostacolo enorme - riprende Italiano -: dobbiamo ritrovare quel trend di quelle cinque vittorie in cui abbiamo subìto un solo gol, aver perso la gara col Verona e giudicare l’annata da questo è presto, perché le dieci gare di campionato sono tante e vediamo come andrà con la Roma. Castro ancora dall’inizio? No, forse no: Santi sta migliorando, Santi ha tirato molto la carretta: abbiamo anche la partita domenica, per cui devo fare calcoli”.

Su Gasperini

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Italiano, da giorni, si chiede come debba essere affrontata una doppia gara che vale davvero una stagione: aveva plasmato un Bologna diverso, meno bello ma solido e capace - fra campionato e coppa - di vincere cinque gare di fila col 4-3-3 ben definito. Poi, il ko contro il Verona: e qui si torna al Dall’Ara che è casa stregata e terra di conquista altrui, come mai in passato. “Io e Gasp? Quella cena di cui parlammo, con altri allenatori, non l’abbiamo mai fatta: ho una grandissima stima per lui, per il cammino che ha fatto con l’Atalanta, ha fatto vedere un calcio incredibile, ha vinto trofei e continua a mostrare un grande calcio. Non dovremo essere superficiali, dobbiamo essere più attivi e attenti, avere la percezione del pericolo, nelle ultime sei gare abbiamo preso tre gol è una percentuale bassa ma l’attenzione maggiore dobbiamo averla con le squadre che hanno il baricentro più basso”.

scelte di formazione

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Attardato in campionato, il Bologna sa benissimo che questo ottavo di finale è linfa vitale per dare un “credo” alla stagione. Heggem è recuperato come Miranda: bisognerà vedere quanto Italiano vorrà rischiarli dopo alcune settimane di stop e quanto massiccio diventerà il turnover rispetto al ko abrasivo vissuto contro il Verona. “Miranda ha sempre continuato ad allenarsi - dice Italiano -, Heggem sono quindici giorni che lavora a parte. Vediamo. Pobega? Sta bene e ha grandi possibilità di giocare. Bernardeschi ha parlato di finale? Bene che abbia questo obiettivo ma siamo ancora lontani, anche per la conformazione di questo tabellone: certo la sua ambizione è la mia, dobbiamo dimostrarlo non solo a parole, sarebbe fantastico come coronamento del nostro cammino. Serve il Bologna più forte di quello visto a Bergen: dobbiamo essere più incisivi e concreti. La prima partita va fatta e interpretata bene per poi giocarsi tutto al ritorno”.

Il nervosismo di Freuler

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Con Italiano c’è Remo Freuler: “Ci sono dei periodi in cui va un po’ più forte fuori casa, ma è ora che vogliamo dare una gioia ai tifosi. Vogliamo fare un percorso netto nel quale andare a vincere tutte le partite - racconta lo svizzero -. Qui c’è voglia di vincere e festeggiare: non siamo come il Bayern che può vincerle tutte ma dopo un periodo così così poter vincere tante gare sarebbe bello… Se è vero che Gasperini mi vuol portare alla Roma? Pensavo che fossimo qui per la partita: sono sei sette mesi che prepariamo partite come queste e non possiamo parlare d’altro…”.

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