La festa per "Bongio", una vita intera dedicata alla pallacanestro: da Bologna a Torino, come giocatore (50 presenze in Nazionale) e allenatore, accanto alla moglie Franca, anche lei azzurra, anche lei campionessa
Giorgio "Bongio" Bongiovanni è nato il 4 marzo 1926, lo stesso giorno di Lucio Dalla (il cantautore era del '43), una data che a Bologna sa di qualcosa. Oggi compie cent'anni. Da ragazzo voleva giocare a calcio, ma il basket aveva altri piani per lui. E la passione per quel pallone a spicchi sarebbe diventata il filo conduttore di tutta la sua vita: prima nella sua città di nascita, poi a Torino, per sempre in famiglia. L'azzurro lo porta nel cuore: 50 presenze in Nazionale, 223 punti, la medaglia di bronzo ai Giochi del Mediterraneo (1951), un quinto posto da protagonista ai campionati europei 1951, il torneo di qualificazione ai Giochi di Helsinki nel 1952.
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Nel 1945 nasce il Gira Bologna, una sezione di una polisportiva nata sulla passione del ciclismo. Tant'è che Gira è l'abbreviazione del grande Costante Girardengo. Bongiovanni va a giocare lì e rimane cinque anni, prima come capitano poi come giocatore allenatore. Vincendo anche qualche derby nella Sala Borsa contro la Virtus. Durante un raduno della Nazionale conosce una giocatrice, Franca Ronchetti, 29 presenze e 72 punti in azzurro, ma anche 7 scudetti tra Como e Torino. È la sorella di Liliana, una delle più grandi campionesse del basket delle origini, a cui la Fiba intitola una coppa europea. Franca, mancata nel 2018, diventerà sua moglie, compagna di una vita. Per giocare, lavorare e per la famiglia, Bongiovanni si trasferisce a Torino, città che diventerà casa sua. Gioca e allena alla RIV, storica società torinese fino al 1966, anno in cui il club fu costretto a rinunciare alla squadra per ragioni economiche. Chiude la carriera al Cus Torino, dove ricoprì ancora il doppio ruolo di giocatore e allenatore. Fu poi assistente di Gamba e di Guerrieri durante i loro anni alla guida dell'Auxilium Torino. Anche se allenare i ragazzi era la sua passione.
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Oggi ci sarà un pranzo in cui il Comitato Regionale e le migliori società della regione, oltre alla Virtus Bologna, gli regaleranno targhe, maglie speciali e gagliardetti. Numerosi contributi di atleti: tra gli altri Gamba, Achillle Canna, Peterson, Meneghin, Sacchetti, Vecchiato, Abbio, Morandotti hanno inviato foto con i loro auguri. Il basket continua ad essere un affare di famiglia: l'ultima in campo è la nipote Giorgia, che ha vinto due scudetti giovanili a Campobasso e che Bongio sogna di vedere con la stessa maglia azzurra dei nonni. Al Corriere della Sera, ha raccontato: "La famiglia e i figli sono sempre stati centrali. Lo sport è stato il nostro punto di unione e di forza. È bello vedere che certe passioni passano da una generazione all’altra. Io e Franca ci siamo conosciuti a Roseto degli Abruzzi, mentre eravamo entrambi in ritiro con la Nazionale e non ci siamo più lasciati. Abbiamo condiviso per tanti anni la stessa passione".
La Gazzetta dello Sport
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