Attenti al lupo (che non è Wolff...): Kimi e la Mercedes a Suzuka puntano al tris con l'ala griffata

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Al GP di Giappone la Mercedes avrà un lupo sull’ala anteriore (contestata) della W17. Antonelli ha passato due giorni da turista a Tokyo per resettare dopo le feste per il primo trionfo

Giulia Toninelli

Giornalista

26 marzo - 09:36 - MILANO

Il lupo corre da solo. Mercedes si presenta a Suzuka, per il terzo fine settimana di gara della stagione, con una livrea speciale che chiarisce gli intenti di un campionato nato nel segno dell’aggressività sportiva: c’è un lupo sull’ala anteriore della W17, combattivo e ostile come la squadra che si avvicina al weekend giapponese dopo aver ottenuto due doppiette nei Gran Premi d’Australia e di Cina. Ed è così che il lupo, nato dalla collaborazione di Mercedes con la linea Y-3 dello stilista Yohji Yamamoto e Adidas, diventa più di una semplice partnership ben riuscita. Perché in questo momento la squadra di Toto Wolff è sola alla guida della classifica, osservata speciale da parte dei team avversari, studiata in ogni aspetto dopo un avvio di 2026 dominante.

pressione

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È lo stesso team principal austriaco a predicare calma dopo i primi risultati di questo campionato: "Ogni weekend porta una nuova serie di sfide e noi siamo concentrati a completare il nostro lavoro e a migliorare - spiega Wolff -. Sappiamo che nel momento in cui pensi di aver capito questo sport, di solito ti sbagli e non vogliamo abbassare la guardia". Un ragionamento che Toto sposta anche sul giovane talento italiano Andrea Kimi Antonelli, fresco del suo primo successo in Formula 1 ottenuto in Cina: "La sua vittoria è stata un grande traguardo e un momento di cui essere orgogliosi. Tuttavia questo è solo un primo passo e ciò che conta davvero è cosa costruirà dopo questo primo traguardo. Lo supporteremo nel gestire le aspettative che arrivano quando si è costantemente nelle posizioni di vertice della classifica". Anche questa sfida rappresenterà una prima volta per il diciannovenne bolognese, che dopo un anno di apprendistato come esordiente in Mercedes si ritrova già tra le mani una vettura da lotta al titolo iridato: "Voglio correre una gara per volta - ha più volte ribadito Antonelli dopo la sua vittoria cinese - fare un passo dopo l’altro per cercare di dare il meglio e rendere orgogliosa la mia squadra".

Mercedes driver Andrea Kimi Antonelli of Italy jumps to his team crew members to celebrate after winning the Chinese Formula One Grand Prix race at the Shanghai International Circuit, in Shanghai, China, Sunday, March 15, 2026. (AP Photo/Andy Wong)

obiettivo mondiale

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L’obiettivo del successo mondiale non può non esserci, nei pensieri di Kimi, ma sono ancora venti gli appuntamenti stagionali a fronte delle sole due gare archiviate, con molti punti interrogativi ancora da chiarire in merito al nuovo ciclo regolamentare entrato in vigore quest’anno: "Sia in Australia che in Cina abbiamo avuto diversi momenti critici che avrebbero potuto compromettere il nostro weekend - ha spiegato Wolff - queste macchine sono nuove e fragili, potrebbero esserci altri problemi". E mentre il team cerca di abbassare le aspettative, parlando di affidabilità e imprevedibilità delle vetture, le squadre avversarie continuano ad osservare le soluzioni portare in pista da Mercedes per cercare elementi illegali da sottoporre alla Federazione. Dopo la lunga vicenda che ha visto protagonista il rapporto di compressione del motore ideato a Brixworth, e che ha capitalizzato l’attenzione del paddock durante la pausa invernale, in questi ultimi giorni al centro dell’interesse c’è la chiusura dell’ala anteriore della W17 vista in Cina.

Mercedes driver Andrea Kimi Antonelli of Italy leaves the pit lane after a tire change during the Chinese Formula One Grand Prix at the Shanghai International Circuit in Shanghai, China, Sunday, March 15, 2026. (AP Photo/Andy Wong, Pool)

l'ala sotto accusa

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Un team avversario avrebbe infatti chiesto alla Fia un chiarimento sulla doppia modalità di chiusura dell’ala, proprio quella che a Suzuka sarà “vestita” da lupo, che muovendosi in due fasi distinte porterebbe alla vettura un vantaggio in termini di bilanciamento nell’ingresso in curva. Le fasi di apertura e chiusura, secondo il regolamento, devono avvenire entro 400 millisecondi ma il movimento sulla W17 avrebbe una prima chiusura parziale, di appunto 400 millisecondi, e una seconda totale di altri 450 millisecondi. Oggi i piloti, attesi ai microfoni della stampa nel paddock giapponese, daranno una prima interpretazione della nuova polemica in corso, mentre Antonelli ha già chiarito la propria posizione sulla controversia del rapporto di compressione, con la nuova misurazione da parte della Fia che entrerà in vigore a giugno: "Il team è preoccupato zero. C’è la consapevolezza che saremo anche in futuro nella condizione di dare il meglio".

gita a tokyo

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La serenità della squadra che lo circonda, nonostante critiche e sospetti, aiuta il diciannovenne italiano in questa fase di pressione necessaria per la sua crescita definitiva tra i grandi della Formula 1. Dopo alcuni giorni in Italia per festeggiare il successo ottenuto in Cina, Kimi è partito alla volta del Giappone per concedersi due giornate a Tokyo, alla scoperta della città, prima di spostarsi a Suzuka e concentrarsi sul weekend di gara. Una scelta presa non solo per dare al corpo il tempo necessario ad abituarsi al fuso orario ma anche per trovare un proprio spazio dopo l’entusiasmo che lo ha travolto in seguito alla vittoria del Gran Premio cinese. "Questa è una pista amica" ha confermato Antonelli pensando al tracciato giapponese, dove lo scorso anno all’esordio aveva ottenuto il sesto posto con un ritmo gara da veterano nella fase finale del GP, conquistando due tra i suoi primi record nella massima serie: il pilota più giovane in testa a una gara di F.1 e il più giovane a ottenere un giro veloce. Due tasselli di una storia che un anno dopo ce lo restituisce cresciuto e pronto a sfidare quel compagno di squadra, George Russell, che solido in testa alla classifica Mondiale non può concedere al giovane rivale lo spazio per sognare più in grande di così. Per farsi vedere, dentro e fuori alla pista, promettendo una battaglia più grande dei suoi diciannove anni.

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