L'informazione, prima che diventi pubblica, raggiunge tutti per "le vie brevi", presidente del Consiglio, ministri e anche i leader delle opposizioni. E nel primo pomeriggio, quando sono stati più chiari i contorni del nuovo attacco alla base di Ali Al Salem, in Kuwait, tocca al ministro degli Esteri Antonio Tajani rassicurare, in tv, che il target nel mirino degli iraniani sono gli americani e non c'è stato "un attacco predeterminato contro gli italiani in quanto tali".
E poi precisare che questo intensificarsi di azioni militari nei confronti dei contingenti internazionali presenti nell'area del Golfo non farà fare passi indietro all'Italia: "Le nostre missioni continuano, non ci facciamo intimidire", dice il titolare della Farnesina, perché "non è che arriva un drone e allora molliamo le nostre postazioni".
Certo, continuerà quell'alleggerimento già in corso della presenza italiana nell'area, come si sta facendo non solo per il comparto militare ma anche per quello diplomatico. Ma gli "impegni internazionali" verranno mantenuti. Fermo restando che Roma non è entrata e non entrerà in quella che è la nuova guerra del Golfo.
Guido Crosetto avverte subito Giorgia Meloni, che rimane in stretto contatto coi suoi ministri per tutto il giorno prima di prepararsi a raggiungere Cortina per la cerimonia di chiusura delle Paralimpiadi. Un tentativo che fallisce di fronte a condizioni meteo che non avrebbero permesso all'elicottero che la doveva portare fino alla "regina delle Dolomiti" di decollare (il volo di Stato parte da Ciampino ma è costretto a rientrare dopo una ventina di minuti).
L'attenzione del governo è altissima, così come quella del Colle, con il capo dello Stato Sergio Mattarella che segue giorno per giorno l'evolversi della situazione. Una occasione di un nuovo confronto ci sarà mercoledì alla abituale colazione al Quirinale che precede il Consiglio europeo. Tajani e pure il ministro dell'Ambiente Gilberto Pichetto andranno in avanscoperta a Bruxelles per le riunioni ministeriali ma la vera partita, soprattutto sulle misure urgenti da mettere in campo a livello europeo per contrastare i rincari innescati dall'intervento di Israele e Usa in Iran, si giocherà giovedì al Consiglio.
La premier ci arriva con la consapevolezza di non avere molti alleati pronti a sostenere la sua proposta di sospendere gli Ets per il termoelettrico. Ma accanto a questa ci sono altre soluzioni allo studio. Se è compatto il fronte del no nel voler fermare, causa guerra, il sistema di scambio delle quote di emissioni di Co2, c'è altrettanta consapevolezza tra i 27 che qualcosa bisogna fare. Anche perché non è chiaro quanto ancora possa durare un conflitto che lambisce la presenza non solo italiana nel Golfo.
Nel frattempo spetta a Crosetto, come oramai consolidato, avvisare i leader "di tutte le forze politiche, sia di maggioranza sia di opposizione" per "garantire la massima trasparenza e condivisione della situazione", spiega lo stesso ministro della Difesa. Un'azione che però non appare sufficiente a Pd e Avs che chiedono a lui e alla premier di tornare al più presto a informare il Parlamento. "La cosa principale - precisa il dem Stefano Graziano - è che i militari italiani siano tutti in sicurezza e che l'Italia non entri in guerra".
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