Aprilia, le mani sul Mondiale. Ducati, il motore non basta: la speranza è il fattore Marquez...

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Le prime 5 gare del 2026 hanno esaltato le doti della RS-GP26: grande percorrenza, stabilità in frenata, agilità in curva e gestione gomme. La rossa si conferma forte a livello di propulsore ma è meno costante in gara. Il recupero fisico dello spagnolo dopo l'intervento chirurgico diventa cruciale per sperare in una rimonta  

Massimo Falcioni

11 maggio - 10:12 - MILANO

A un’Aprilia che con Jorge Martin, Marco Bezzecchi e Ai Ogura si prende tutto il podio di Le Mans, la Ducati ha risposto timidamente con il solo quarto posto di Fabio Di Giannantonio. Piazzamento conquistato al penultimo giro ai danni di un Pedro Acosta in crisi di gomme. Una gara non proprio da incorniciare per il pilota romano del team Pertamina VR46, che non riscatta la giornata e il weekend neri di Ducati, caratterizzati dalle cadute di Alex Marquez e di Pecco Bagnaia in gara lunga. La nota positiva è che il pilota piemontese pare aver risolto gran parte dei problemi di feeling con l’anteriore della sua Ducati GP26, dichiarando di essere finalmente in grado di “sentire il limite” e di spingere al massimo la moto, con un deciso miglioramento sia sul passo gara sia nel livello di confidenza generale. La conferma viene dai tempi sul giro: in gara Bagnaia è secondo con 1’31”164 al quinto passaggio, dietro a Martin con 1’31”232 al quindicesimo passaggio e davanti a Bezzecchi con 1’31”380 al quarto passaggio. 

casa aprilia

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Ma come stanno le due moto di riferimento del Mondiale? Dopo le prime cinque tappe della MotoGP 2026, l’Aprilia RS-GP26 ha dimostrato un vantaggio prestazionale e una performance complessiva più equilibrata rispetto alla Ducati Desmosedici GP26. Una supremazia fondata su maggiore velocità di percorrenza, elevata stabilità in frenata, grande agilità in ingresso curva e notevole efficienza nella gestione delle gomme, soprattutto in gara lunga. L’Aprilia guida le danze con una trazione notevole e un’aerodinamica avanzata, ridisegnata con ali che si estendono verso il basso e si chiudono in modo simile a quanto mostrato nelle scorse stagioni da Ducati, ma con un approccio più aggressivo nella gestione dei flussi d’aria e del carico aerodinamico. Affinamenti continui, soprattutto nella canalizzazione dei passaggi d’aria, le hanno conferito un vantaggio importante in termini di velocità e stabilità in percorrenza di curva. 

casa ducati

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Dal canto suo, Ducati, storicamente leader in questo contesto, ha risposto inserendo mini-alette e provando nuove configurazioni di carene già nei test di Jerez di due settimane fa, per cercare di colmare il gap aerodinamico. La moto di Borgo Panigale mantiene tuttora una base solida sul piano del propulsore, grazie al potente motore desmodromico, e ha messo in mostra una grande performance con Alex Marquez a Jerez e con Bagnaia a Le Mans. Tuttavia, la sensazione è che la moto fatichi in termini di costanza, continuità di rendimento e raggiungimento di un setup efficiente e consolidato, soprattutto rispetto alla competitività diffusa di tutte le RS-GP26 in pista. In sostanza, da metà 2025 in poi, Aprilia ha colmato il gap dalla Casa di Borgo Panigale ed è attualmente la moto di riferimento per bilanciamento complessivo e carico aerodinamico, costringendo di fatto Ducati a una rapida e continua evoluzione tecnica. 

il fattore marquez

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In questo contesto, diventa essenziale capire quando la Ducati potrà riavere a disposizione la sua vera arma, cioè Marc Marquez. Dopo il tremendo high-side di Marquez nella gara Sprint e dopo l’intervento chirurgico di domenica mattina all’ospedale Ruber International di Madrid — con la rimozione delle viti e del frammento osseo dalla spalla destra e la sistemazione della frattura al quarto e quinto metatarso del piede destro — si tratta di capire quando e in quali condizioni il fuoriclasse di Cervera rientrerà in corsa. Si parla del 29-31 maggio al Mugello, ma niente è scontato. A Borgo Panigale, visti anche i risultati di Le Mans, c’è ovviamente tensione. È proprio da un Marc Márquez pienamente ristabilito che può partire la vera rincorsa Ducati ad Aprilia. Anche perché il nove volte iridato è parso, pure in questo primo scorcio della stagione 2026, l’unico pilota Ducati in grado di gestire l’usura e il calo di performance della gomma posteriore, cui la Desmosedici sembra più soggetta rispetto all’Aprilia nella seconda parte di gara lunga. L’Aprilia è invece lanciatissima: oltre a Marco Bezzecchi, può contare su un Jorge Martin non solo pienamente ristabilito dal punto di vista fisico, ma scatenato e in autentica simbiosi con la RS-GP26. Il problema, semmai, sarà la gestione delle loro ambizioni. Ma è un problema che, però, è sempre meglio avere.

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