di Alessandra Chini
Il governo valuta di blindarsi anche
al Senato sul decreto Ucraina. Il testo che proroga il sostegno
a Kiev, anche con mezzi militari, si appresta ad approdare in
Aula a Palazzo Madama a metà della prossima settimana, e
l'esecutivo, secondo quanto viene spiegato da fonti di
maggioranza, sarebbe orientato a porre la questione di fiducia
come già fatto alla Camera. In quel caso la scelta, nonostante
sul provvedimento storicamente ci sia un sostegno anche di parte
dell'opposizione, era maturata anche dopo l'adesione di tre
deputati a Futuro Nazionale di Roberto Vannacci. I tre, alla
fine hanno votato sì alla fiducia al governo ma no al
provvedimento. Ma al Senato, sulla carta, la questione è meno
complessa almeno per due motivi: il voto di fiducia e quello sul
provvedimento sono contestuali ed è dunque impossibile fare una
scelta di voto disgiunto e inoltre non sono presenti senatori
'futuristi', che abbiano aderito ufficialmente a FnV. Una
blindatura, comunque, viene messa in conto anche questa volta.
La Lega, ad ogni modo, al di là della fiducia, voterà si al
provvedimento dal quale, almeno nel titolo, è stato tolto il
termine 'militari' e che arriva, a pochi giorni dal quarto
anniversario dell'invasione russa. A ricordare la scadenza molti
esponenti politici con il leader di Azione Carlo Calenda che si
è recato nella capitale ucraina. "Dopo 24 ore di viaggio -
racconta - di cui le ultime 12 su un treno, a Kiev ci aspetta
subito il nostro primo attacco aereo - ha scritto sui social -
La città é avvolta da un buio mai visto prima. L'energia
scarseggia a causa dei continui attacchi e all'interno delle
abitazioni si registrano anche i 4 gradi". Il deputato di
+Europa, Benedetto Della Vedova sarà invece a Odessa nei
prossimi giorni. Diversi parlamentari - tra gli altri una
delegazione Dem e una di Iv - intanto hanno partecipato alla
manifestazione organizzata a Roma a sostegno del popolo ucraino.
Il voto sul decreto Ucraina dovrebbe arrivare al Senato dopo
quello sul Milleproroghe. Il governo ha posto la fiducia sul
provvedimento alla Camera venerdì scorso e domani ci sarà la
chiama ed entro martedì ci sarà il via libera di Montecitorio.
Al Senato è previsto un esame rapidissimo e l'ok finale. Intanto
alla Camera sono stati trasmessi i decreti bollette e Pnrr.
Rimane invece ancora fuori dai radar il pacchetto sicurezza
varato in Consiglio dei ministri quasi 20 giorni fa. Il decreto
e il ddl sarebbero ancora fermi alla Ragioneria per la
bollinatura e non sarebbero, dunque, ancora arrivati alla
presidenza della Repubblica. Il nodo aperto però non è meramente
di copertura. E nei giorni scorsi anche dalla maggioranza è
stato spiegato che sono in corso approfondimenti normativi.
"Sono misure delicate - ha osservato il portavoce azzurro
Raffaele Nevi di recente - e se ci stiamo prendendo un po' più
di tempo è per fare un lavoro serio e approfondito, anche perché
sono in corso valutazioni su alcuni profili di
costituzionalità". Nodi, evidentemente ancora da sciogliere. Una
volta avuto l'ok per la trasmissione al Parlamento l'ipotesi che
finora era stata messa sul piatto era che il decreto partisse da
Palazzo Madama e il disegno di legge da Montecitorio.
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3 ore fa
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