La figlia di Mangiarotti: "Papà avrebbe abbracciato Arianna Fontana. È una fuoriclasse, merita tutto"

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Carola, erede dell'atleta più medagliato di sempre alle Olimpiadi prima del sorpasso da parte della pattinatrice, si complimenta, ma denuncia: "La Scuola Mangiarotti tra un anno rischia di non avere più una casa"

Pier Bergonzi

Vicedirettore

20 febbraio - 00:46 - MILANO

"Papà avrebbe applaudito Arianna Fontana e potendo l'avrebbe abbracciata, perché da uomo di sport sapeva benissimo che i record sono fatti per essere battuti. E dopo 66 anni era normale che qualcuno potesse riuscirci". Carola Mangiarotti, 73 anni, milanese, è la figlia di Edoardo, leggenda della scherma azzurra, capace di vincere 13 medaglie olimpiche (6 ori, 5 argenti e 2 bronzi) nella scherma, tra Berlino 1936 e Roma 1960. Arianna Fontana, 35 anni, si era presentata alla vigilia di Milano Cortina con un bottino di 11 medaglie che ne faceva già la donna più titolata di sempre a due soli podi dal mito Mangiarotti. Con l'oro della staffetta mista e l'argento dei 500 metri, la regina dello short track lo aveva raggiunto e mercoledì sera, guidando la staffetta dei 3000 metri al secondo posto, lo ha superato. Arianna Fontana è ora l'atleta italiana con più podi olimpici (14) in assoluto e oggi ha la possibilità di allungare ulteriormente nei 1500. Carola Mangiarotti, che a sua volta è stata atleta olimpica (ha partecipato ai Giochi di Montreal 1976 e di Mosca 1980), ha seguito passo passo l'inseguimento di Arianna. "Dalla Cerimonia inaugurale in poi non mi sono persa una gara - dice Carola -. Questa è un'Olimpiade in casa! E figuratevi se mi potevo perdere le gare della Fontana. Sapevo che avrebbe potuto battere il record di papà e ora può far ancora meglio".

Le medaglie di Edoardo Mangiarotti alle Olimpiadi: 6 ori, 5 argenti e 2 bronzi.

A voi Mangiarotti non dispiace di aver "perso" un record?

"Assolutamente no, anzi dobbiamo ringraziare Arianna che ho fatto parlare anche di papà. Dopo 66 anni ci stava. E sono contenta che quel primato lo abbia battuto una donna così in gamba. Contenti che sia una donna in un'edizione dei Giochi clamorosamente al femminile. Le donne in ogni settore della nostra vita stanno finalmente esprimendosi al meglio. Arianna non l'ho conosciuta personalmente e mi piacerebbe incontrarla. Detto questo... a papà resta ancora il record di ori: nessun italiano ne ha vinti 6. In una sorta di medagliere olimpico resta ancora il numero uno...".

Cosa direbbe Edoardo Mangiarotti se fosse ancora vivo? 

"Direbbe che Arianna merita tutto perché è una fuoriclasse del suo sport e da vent'anni è al vertice. Vincere ancora medaglie alla sua sesta olimpiade è sinonimo di qualità. Papà ha partecipato a 5 edizioni e ne ha perse due, quelle del 1940 e del 1944, per la guerra. E da sportivo vero sapeva riconoscere il valore degli altri. Pur avendo vinto tutto mi ha sempre detto che, nel fioretto, il francese Christian d'Oriola era più forte di tutti, anche di lui. Sì, Arianna Fontana gli sarebbe piaciuta perché ha talento, ma anche tanto carattere".

Qual è stato il Mangiarotti più grande?

"Direi quello dei Giochi di Helsinki 1952. In quell'Olimpiade partecipò quattro gare e raccolse 4 medaglie: oro nella spada individuale e a squadre, argento nel fioretto individuale e a squadre...".

A Helsinki 1952 Edoardo scriveva anche per la Gazzetta dello Sport...

"Certo, e raccontava sempre del rapporto temporalesco con Gianni Brera, che era il direttore ed era a capo della spedizione. Una sera si era arrabbiato molto perché papà non aveva ancora dettato il suo pezzo al giornale. Papà, appena arrivato in sala stampa si era scusato più o meno così: "Mi scusi signor Brera, ma oggi c'era la fase finale del torneo di spada. Io e mio fratello Dario abbiamo fatto primo e secondo... oro e argento! Comunque ho già scritto un po' di appunti e adesso detto subito". Era un altro mondo. Poi papà è tutta la nostra famiglia siamo sempre rimasti legati alla Gazzetta".

Anche lei è stata atleta olimpica.

"Ho fatto parte della squadra di fioretto sia a Montreal 1976 sia a Mosca 1980 rimediando due quinti posti. Da ragazzina promettevo bene, a 13 anni ero stata campionessa italiana e tiravo da destra. Poi ho avuto un problema legato a un principio di scoliosi e mi sono trovata davanti a un bivio. Smettere o diventare mancina, come papà. Fu il nonno Giuseppe, spadista, che a sua volta aveva partecipato all'Olimpiade di Londra 1908, a impostarmi da mancina. Ma fu una faticaccia perché con la testa pensavo da destrorsa".

La Mangiarotti è ancora una prestigiosa scuola di scherma. 

"Nonno Giuseppe ha preparato tanti campioni olimpici e anche papà ha sempre tenuto molto alla scuola che porta il suo nome. Ancora adesso, sotto alla piscina Cozzi, riusciamo a seguire circa 300 appassionati di scherma, dai 6 agli 80 anni. Ma siamo davvero molto preoccupati per il futuro del nostro amato "Circolo della spada Mangiarotti": anzi, vorrei lanciare un appello alla città".

Non ho conosciuto personalmente Arianna Fontana e mi piacerebbe incontrarla

Carola Mangiarotti

Cioè, che cosa sta succedendo?

"Succede che il Comune di Milano affiderà il lavoro di ristrutturazione della piscina Cozzi ad una società privata che pagherà tutti i lavori. Benissimo! Ma nel nuovo progetto non ci sarà più spazio per la "Scuola Mangiarotti" che era lì in affitto. In sostanza, possiamo rimanere lì ancora un anno e poi non avremo più "casa". Una scuola storica e di grande tradizione, dove sono cresciuti campioni come Diana Bianchedi, Stefano Belloni, Alfredo Rota e Angelo Mazzoni rischia di scomparire. Il Comune ha promesso di interessarsi per trovare un nuovo luogo da affittarci, ma passano i mesi e non c'è stata alcuna proposta. Io spero che a Milano ci sia ancora qualcuno che abbia cultura e passione sportiva per affittarci uno spazio adeguato. Noi ci crediamo ancora".

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