In Usa è una vera star. Impazza in tv
dal caffè del mattino all'intimo per la notte, e la vetrina dei
mondiali non poteva che consacrarlo. David Beckham ha toccato un
livello di popolarità che raramente hanno toccato altri
britannici oltreoceano: considerato un po' l'artefice della
scoperta del calcio in America, l'ex iconico capitano della
nazionale dei Tre Leoni è uno dei proprietari dell'Internacional
di Miami e proprio in Florida ha portato uno dei più grandi
campioni di sempre come Lionel Messi.
Nel mondiale arrivato al rush conclusivo Beckham è stato una
presenza fissa in tribuna: ha seguito le partite degli Stati
Uniti e naturalmente quella dell'Inghilterra, arrivata a
giocarsi un posto in finale con l'Argentina campione in carica.
E dopo aver cantato, in impeccabile completo blu chiaro, con la
moglie Victoria al fianco, il tradizionale 'Save the King',
Beckham si è scatenato intonando a squarciagola l'emozionante
'Wanderwall' degli Oasis diventato l'inno della nazionale
inglese al termine della vittoria dell'Inghilterra sulla
Norvegia nella sua Miami. Certo lo Spice boy difficilmente si
perderà il big match con gli argentini ad Atlanta. Fosse anche
solo per scaramanzia: del resto finora per la squadra di Tuchel
è stato un buon talismano, era stato con il figlio Romeo anche
all'allenamento che ha preceduto la partita con Haaland e
compagni, "Che momento abbiamo vissuto, felice di averlo
celebrato con la mia famiglia. Grazie Inghilterra per aver
regalato al nostro paese questa emozione" le parole dell'ex
capitano.
In America comunque, ancora prima della consacrazione
iridata, sir David è un vero fenomeno. E una macchina
pubblicitaria milionaria. Guardando la tv americana una
giornata, Beckham campeggia almeno in un terzo degli spot che
vengono trasmessi in 24 ore: un soliloquio, con Beckham
protagonista in ogni sua declinazione. L'universo di Beckham in
tutte le sue forme "capaci di creare una vera e propria
dipendenza" scrivono i più attenti osservatori. Anche in
Australia si parla di lui come l'uomo più instancabile
d'America: vende freneticamente ogni istante della sua vita da
sveglio, dal caffè del mattino ai pancake a colazione, fino alla
doccia fatta in mutande. Più tardi beve una birra, guida a tutta
velocità, compra articoli per il fai-da-te,e al termine della
giornata si trasforma "in una sorta di imprecisata divinità
solare prima di addormentarsi, finalmente, su un materasso
costosissimo" ironizzano, fedeli all'humour di casa, nel suo
Paese. In America, in cui il calcio non è certo la specialità
della casa, nessuno o quasi conosce la precisione prodigiosa dei
suoi calci d'angolo o delle sue punizioni.
Ma del Beckham di oggi sanno praticamente tutto: la magia del
suo sorriso anche nei palchi vip dei mondiali continua a
conquistare tutti. Lo sanno i quasi 90 milioni di followers che
lo amano sui social. Per gli inglesi è un normal man che
possiede però una carica enorme. "E' rude ma anche dolce" ha
detto dell'ex calciatore un parrucchiere di Miami. Di fatto è un
brand, un marchio milionario: il più cercato, il più inquadrato,
insomma è il re anche dei mondiali targati America.
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